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Il movimento pronto a costituirsi parte civile

Inceneritore Colleferro: FareAmbiente, serve verità


Inceneritore Colleferro: FareAmbiente, serve verità
09/03/2009, 14:03

Siamo in attesa che la giustizia faccia il proprio corso, dopo che quest’
oggi sono intervenuti i carabinieri del nucleo operativo ecologico di Roma,
notificando ordini di custodia cautelare degli arresti domiciliari, in merito
alla gestione dei rifiuti degli impianti di termovalorizzazione di Colleferro. 
I reati contestati a vario titolo sono gravissimi, ora è il momento di conoscere la verità complessiva in merito all’inquinamento prodotto da vari fonti nell’intero territorio della Valle del Sacco”. E’ quanto chiede Piergiorgio Benvenuti,  Presidente del Coordinamento di Roma e Provincia del Movimento Ecologista Europeo Fare Ambiente, che conferma la
costituzione di Parte civile dell’Associazione Fare Ambiente in tutti i processi in materia ambientale  in corso nella Valle del Sacco. “Avevamo notizia circa l’installazione di un monitor presso il Comune di Colleferro per la conoscenza on-line e in continuo dei fumi del camino dell’impianto di termovalorizzazione  attraverso la consultazione telematica di tale programma, ed era previsto l’accesso diretto a tale sistema, attraverso
password dedicate, da parte della Regione Lazio, la Provincia di Roma e l’ARPA Lazio, quindi di difficile contraffazione, ma sono riusciti ad aggirare l’
ostacolo. Infatti fra i reati notificati vi sono anche quelli relativi alle attività commesse per eludere i controlli con la distruzione o con l'occultamento di certificati ed analisi; alterazione dei dati relativi ai valori fuori limite, attraverso l'introduzione nei sistemi informatici destinati al controllo dei fumi e delle emissioni inquinanti, alla gestione e conservazione dei relativi dati e la trasmissione degli stessi agli organismi di controllo. Ed allora è necessario implementare per ogni impianto –prosegue Benvenuti - controlli maggiormente adeguati e costanti -anche a  carattere straordinario -  perché riteniamo che se fossero stati attivati adeguatamente e per tempo,  tale situazione non si sarebbe potuta verificare  ed i cittadini di quel territorio  non sarebbero stati soggetti ad un inquinamento prodotto da materiali smaltiti fuori ogni regola nell’impianto. Quindi vi è da ripensare – conclude Benvenut i- tecnologie avanzate in tutti gli impianti di termovalorizzazione presenti nel nostro Paese  per garantire controlli adeguati”.

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di Redazione
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