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“Siamo a disposizione del Guardasigilli per chiarimenti”

Inchiesta Agcom, la Procura: non temiamo ispettori


Inchiesta Agcom, la Procura: non temiamo ispettori
14/03/2010, 11:03

ROMA – I magistrati che stanno lavorando all’inchiesta si Trani, sulle intercettazioni che vedono coinvolto Silvio Berlusconi, non temono l’invio degli ispettori del Governo. Lo ha detto Carlo Maria Capristo, procuratore capo della Procura pugliese, in una intervista pubblicata oggi. “Siamo a disposizione del Guardasigilli per tutti i chiarimenti che vorrà avere”, ha spiegato Capristi al quotidiano La Repubblica.
Secondo i media, il presidente del Consiglio è attualmente indagato a Trani per le pressioni che avrebbe esercitato su Giancarlo Innocenzi, commissario dell’Agcom, per far chiudere la trasmissione Annozero. I legali del premier hanno affermato di non essere a conoscenza di alcuna indagine, mentre il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha annunciato di voler inviare gli ispettori del Ministero a Trani. La notizia è partita da “Il Fatto Quotidiano”, che nei giorni scorsi aveva parlato di ripetute telefonate tra Berlusconi, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e Innocenzi, che sarebbero finite in un fascicolo della Procura di Trani, incappata nelle intercettazioni mentre indagava su alcune carte di credito. Nelle telefonate intercettate Berlusconi avrebbe spinto con insistenza per la chiusura della trasmissione di Michele Santoro, Innocenzi avrebbe assecondato Berlusconi cercando un sistema per accondiscendere al suo desiderio e Minzolini lo avrebbe rassicurato dicendosi pronto ad intervenire in suo favore.
Capristo, procuratore di Trani dal 2008 e passato in servizio alla Direzione distrettuale antimafia di Bari, ha spiegato che a seguire l’inchiesta saranno quattro magistrati, coordinati dal pm Michele Ruggiero. “Si tratta, - ha spiegato, - di un fascicolo articolato e complesso: deve esserci massima attenzione e scrupolo”.
Berlusconi ha reagito negando tutto e puntando il dito contro i magistrati. “A 15 giorni dal voto, - ha detto, - è chiaro che certa magistratura sta gettando fango su di noi dettando i tempi e i temi della campagna elettorale”. La notizia delle nuove intercettazioni ha fatto scattare in piedi Antonio Di Pietro, leader di Italia dei Valori, che ha chiesto le dimissioni di Minzolini e Innocenzi.

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di Nico Falco
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