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Conferenza stampa per difendersi dalle accuse dei pm

Inchiesta appalti G8: Bertolaso"accuse frutto di equivoci"


Inchiesta appalti G8: Bertolaso'accuse frutto di equivoci'
07/05/2010, 23:05

MILANO - «Le accuse che mi sono state rivolte non hanno alcun fondamento, sono frutto di equivoci o di mancati controlli dei documenti che ho presentato oggi»» spiega il Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso in una conferenza stampa a Palazzo Chigi presentando una serie di documenti che proverebbero la sua estraneità al polverone imbastito gli scorsi mesi contro di lui.
«Speravo di essere qui a commentare l'archiviazione o lo stralcio della mia posizione» nell'inchiesta sul G8, «ma purtroppo non è stato così» ammette il Sottosegretario, sottolineando che l'inchiesta sarà lunga ma precisando anche di avere fiducia nei magistrati. Bertolaso nega con forza ogni addebito: «Non ho ricevuto alcun favore o privilegio, «nessun viaggio, nessun parente è stato assunto, nessuna casa mi è stata affittata o comperata» con implicito riferimento al caso Scajola. «Non ho mai mentito agli italiani per quello che riguarda il mio comportamento - specifica -. Credo di avere la coscienza pulita».
Ai giornalisti Bertolaso chiarisce che «nessuna delle imprese coinvolte in questa vicenda ha avuto appalti a l'Aquila». Il sottosegretario cita in particolare Anemone: «È venuto diverse volte a l'Aquila, ma non ha avuto nessuna appalto. Così, se qualcuno pensava a una sorta di compensazione si sbaglia perché a L'Aquila tutto è stato fatto in assoluta trasparenza». Quanto a Balducci, il sottosegretario lo elogia: «L'ex presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici «con me è sempre stato un gentiluomo corretto, non ho mai avuto ragione di dubitare di lui. Ogni volta che abbiamo fatto un lavoro insieme lui ha fatto presto e bene». Questo non toglie che la Protezione Civile potrebbe decidere di costituirsi in giudizio contro Balducci e Anemone. «Quando saranno chiuse le indagini esamineremo questa possibilità» risponde a una precisa domanda in tal senso.
Per il capo della Protezione civile le intercettazioni sono state «strumentalizzate». Bertolaso lo sottolinea facendo riferimento soprattutto alle presunte prestazioni sessuali con donne al Salaria Sport Village a Roma di cui è stato accusato. «Mia figlia ha fatto rieducazione al Salaria e mia moglie per un periodo ci ha lavorato. Come sarei potuto andare in un posto del genere a fare sesso a pagamento?» chiede il capo della Protezione civile. Poi aggiunge: «Francesca, la massaggiatrice, è una signora per bene. Una grande professionista ed è conosciuta in tutta Roma per l'attenzione ai clienti. Le ho chiesto il suo cellulare per evitare di passare attraverso le prenotazioni: io volevo fare dei massaggi alla schiena che sono ovvi per via del lavoro che faccio». «È vero: lo ammetto - aggiunge poi -. Monica (la massaggiatrice brasiliana, ndr) mi ha fatto vedere le stelle. Mi ha sconocchiato il collo e la schiena...». Quanto alla moglie, Bertolaso precisa anche che in quanto «professionista in giardini, ebbe lavori da Anemone per il Salaria sport center. Mia moglie fece solo gli studi preliminari e ricevette 25mila euro regolarmente fatturati. A mia moglie, dopo avere pagato i suoi colleghi, rimasero solo 7-8 mila euro regolarmente denunciati nella dichiarazione dei redditi».

 

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di Mario Aurilia
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