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Inchiesta Asl, ecco il saccheggio su cui indaga -video


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Inchiesta Asl, ecco il saccheggio su cui indaga -video
17/01/2014, 10:30

Il caso Benevento viaggia su un doppio binario: quello politico, che vede il ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo incalzata da Scelta civica e M5S, che ne chiedono le dimissioni; e quello giudiziario. In cui la parlamentare sannita non è coinvolta, pur essendone protagonista. La realtà è che, al di là di quanto emerso nelle registrazioni abusive effettuate dall'ex direttore amministrativo Felice Pisapia, in cui compare – con una certa autorevolezza – la voce dell'allora deputato De Girolamo impegnata in faccende che non avrebbero dovuto interessarle, come l'appalto per il 118 e l'affidamento di un bar all'interno dell'ospedale Fatebenefratelli, la gestione dell'Asl di Benevento è caratterizzata da una galleria di irregolarità e malversazioni da paura.

Come gli ottantasette mandati di pagamento per tre milioni di euro emessi, in appena sei ore, a uffici chiusi, non si sa da chi (il dg Rossi accusa Pisapia che, a sua volta, indica quali responsabili degli hacker che avrebbero clonato la password del terminale) a fronte di fatture già liquidate o mancanti delle determine di autorizzazione alla spesa. Alcuni di questi mandati di pagamento avevano come beneficiario, per circa 40mila euro, lo stesso Pisapia per presunti rimborsi. Storia di accuse incrociate e veleni che si intrecciano con uno spoil-system che, secondo alcuni dirigenti dell'Asl sentiti a verbale, ha assunto i contorni di vere e proprie epurazioni.

Nelle ultime settimane, la guardia di finanza ha accelerato il lavoro investigativo su diverse specifiche tracce: l'analisi dei mandati di pagamento dal 2009 al 2012 a firma di Pisapia; l'esame della gara d'appalto aggiudicata alla Sanit per il servizio di 118 e dei rapporti economici intercorsi tra questa e l'Asl; il monitoraggio di eventuali «irregolarità nell'utilizzo, da parte dell'amministratore della Sanit, delle somme corrisposte a titolo di remunerazione al personale»; lo studio dei contratti con le ditte «Modisan» (ritenuta vicina al Pdl), «Crisalide» e «Sanit»; e il controllo degli accreditamenti, i convenzionamenti e i rimborsi alle strutture sanitarie collegate all'Asl.

Nelle conversazioni registrate, si discute anche dell'anomalo spostamento di alcuni uffici Asl ad Airola. «Un paio di cose che stanno a Montesarchio che voi dovreste trasferirgli a Sant'Agata e lui dava la disponibilità dei locali», dice la De Girolamo riferendosi al sindaco del piccolo comune sannita. Interviene il dg Rossi che, parlando di una vicenda collegata, rivela: «A Valentino noi non gli stiamo facendo un piacere... gli stiamo creando un po' di problemi che lui intelligentemente ha incassato... nel senso che noi gli stiamo spostando delle attività». Perché un parlamentare e due manager dell'Asl discutano di delocalizzare uffici sanitari, addirittura creando «problemi» al territorio, saranno poi le indagini in corso ad accertarlo. Così come bisognerà accertare perché, a un certo punto della chiacchierata registrata, la De Girolamo faccia intendere di disporre personalmente dei poteri che sono propri del dg: «Preferisco poi darlo ad uno del Pd che ci vado a chiedere 100 voti».

Finora, la guardia di finanza non ha ritenuto penalmente rilevanti queste chiacchierate in (eccessiva) libertà. Ma le indagini, fanno sapere dalla Procura, sono tutt'altro che terminate.

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di Redazione
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