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Sesso, coca e poker

Inchiesta Bari: ora anche gioco d'azzardo


Inchiesta Bari: ora anche gioco d'azzardo
24/06/2009, 10:06

Pare un polverone senza fine quello sollevato da Patrizia D'Addario. Un polverone che, più che sul Premier (per ora parte poco rilevante delle indagini) pare abbattersi in pieno l'imprenditore barese Giampaolo Tarantini. Dopo la doppia pista rappresentata da droga ed escort, ne spunta infatti una terza: quella del gioco d'azzardo. Secondo i primi spunti investigativi emersi dall'analisi delle telefonate tra Tarantini e i suoi "clienti", agli incontri organizzati dall'imprenditore, oltre alle prostituite e alla cocaina, ci si sarebbe dati anche al brivido della scommessa.

Poker soprattutto; con puntate anche molto alte (fino a 30.000 euro) e medici, professionisti e tanti politici come giocatori ("festaioli") fissi. Secondo le intercettazioni, infatti, Tarantini si sarebbe più volte trattenuto con i suoi ospiti nella villa di Giovinazzo o nell'appartamento fittato a Bari per farsi tentare dal rischio delle carte. Dalle indagini, dunque, emerge la figura di uomo molto "agganciato" e sempre vicino ai potenti di turno (tra i quali, almeno una volta, si sarebbe trovato anche il Presidente del Consiglio).

L'indagine che pareva partita come bollente per il Cavaliere, punta ora tutti i riflettori sull'imprenditore barese e rischia, paradossalmente, di ritorcersi contro anche la stessa D'Addario. la escort di lusso, ha infatti sicuramente partecipato numerose volte a tali tripudi di "vita dissoluta" e potrebbe ritrovarsi invischiata nel pantano da lei stessa impastato. 

Significative poi le dichiarazioni del trans Manila Gorio:"Sono amica di Patrizia da dieci anni e penso che lei non sia capace di fare questo da sola, qualcuno l´ha indirizzata in modo sbagliato". I nodi al pettine che vengono giornalmente sciolti paiono però affiancarsi ad altri nodi, ancora più stretti e difficili da districare.
Di sicuro, ciò che maggiormente insospettisce gli inquirenti, è la decisione di Tarantini di utilizzare la modalità voip per effettuare le telefonate dal suo BlackBerry.
Grazie all'utilizzo di Skype, infatti, le operazioni di intercettazione sono molto più complesse dato che, per riuscire ad avere le registrazioni delle telefonate, bisognerebbe richiedere direttamente a Skype un resoconto. Un procedimento, precisano le autorità competenti, che richiede tempi lughissimi. Cosa voleva nascondere l'imprenditre del capoluogo pugliese? Chi erano i suoi interlocutori? Quanto è coinvolto Berlusconi in questa torbida vicenda? Forse il Premier ha avuto ragione, questa volta, a parlare di "complotto"? Attendiamo tutti con ansia di conoscere la verità.

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di Germano Milite
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