Cronaca / Sanità

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Arrivato l'avviso di chiusura delle indagini a 23 indagati

Inchiesta di Bari: società rette con festini, regali e droga


Inchiesta di Bari: società rette con festini, regali e droga
07/07/2009, 21:07

E’ giunta a conclusione la prima indagine della procura di Bari sul sistema messo in piedi dagli imprenditori Claudio e Gianpaolo Tarantini per promuovere l’attività della propria attività nel settore delle forniture finanziarie attraverso conoscenze politiche, viaggi, favori, tangenti e feste a base di cocaina. L’inchiesta, che fa riferimento al periodo tra il 2000 ed il 2006, è coordinata dal sostituto procuratore Roberto Rossi. Il pm ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini a 23 persone indagate; coinvolto anche un giovane politico barese, Tato Greco.   Secondo l’accusa, i fratelli Tarantini avevano organizzato un sistema efficace per corrompere chiunque potesse, in vari modi, risultare utile alla loro azienda: tra i loro ‘beneficiari’ risultano quindi medici e primari, ‘comprati’ con favori, soldi, viaggi e anche buoni benzina. In cambio, i coinvolti nel ‘sistema Tarantini’ si impegnavano ad attestare l’unicità e l’infungibilità delle protesti commercializzate dai Tarantini. In questo modo, certificando che si trattava in altre parole di una scelta obbligata, che soltanto dalla ditta in questione si poteva ottenere quel tipo di materiale, venivano anche aggirate le gare di appalto. Un sistema che per gli imprenditori significava solo una cosa: valanghe di denaro, garantite anche dalla priorità e dalla precedenza alla liquidazione delle fatture della Gsh. In cambio, gli imprenditori regalavano denaro contante, soggiorni all’estero, in un caso anche un viaggio a New York.
Tato Greco, attuale coordinatore regionale del movimento ‘la Puglia prima di tutto’ e all’epoca consigliere regionale dell’Udc, per la procura era “socio occulto e amministratore di fatto” della Global System Hospital (Gsh), una delle società di Tarantini, e sfruttava il proprio ruolo politico per convincere chi non voleva assoggettarsi di buon grado al ‘sistema Tarantini’: a lui viene contestata l’associazione e il falso in atto pubblico.
Coinvolti nell’inchiesta anche primari ospedalieri, un ex direttore generale di Asl, medici e personale amministrativo, per i quali le accuse, a vario titolo, sono di associazione finalizzata al falso materiale e ideologico e alla corruzione.
Tra i 23 indagati c’è anche una persona che avrebbe spacciato in più occasioni cocaina a Tarantini, che l’avrebbe consumata in ‘incontri conviviali’ a Bari e Giovinazzo insieme ad alcuni amici, tra i quali alcuni imprenditori noti nella zona.

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di Nico Falco
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