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Avviso di garanzia anche per l’ex ministro Lunardi

Inchiesta G8: il cardinale Sepe indagato per corruzione


Inchiesta G8: il cardinale Sepe indagato per corruzione
19/06/2010, 23:06

NAPOLI – Da persona informata dei fatti a indagato. E’ ormai ufficiale l’iscrizione dell’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per i “Grandi Eventi”: secondo la Procura avrebbe ottenuto dei favori in cambio della concessione di appalti, quando era a capo di Propaganda Fide. Stessa sorte per Pietro Lunardi, ex ministro delle Infrastrutture, che acquistò uno stabile che figura nella cosiddetta Lista Anemone. Per entrambi il reato contestato è quello di corruzione.
Gli avvisi di garanzia arrivano dalla Procura di Perugia, titolare dell’inchiesta. I filoni d’indagine che vedono coinvolti l’ex ministro ed il cardinale sono due diversi. Lunardi e Sepe dovevano già essere ascoltati dai pm Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi, ma come testimoni. Poi, la svolta improvvisa, che determina un’accelerazione nelle indagini.
In serata dalla Santa Sede fonti vaticane hanno sottolineato che l’arcivescovo di Napoli “aveva già dato la sua disponibilità a parlare con i pm” e quindi “lo farà e chiarirà la sua posizione”. La stessa fonte ha aggiunto poi che Sepe “ha detto di essere sereno, e noi auspichiamo che anche questa fase dell’inchiesta sia portata avanti in un clima altrettanto sereno”.
Il cardinale Sepe è stato tirato in ballo nell’inchiesta che vede, come uomo chiave, il costruttore Diego Anemone, considerato elemento centrale della ‘cricca’ che aveva messo le mani sugli appalti dei cosiddetti “Grandi Eventi”. Sia nella vicenda relativa al cardinale Sepe che in quella relativa all’ex ministro Lunardi avrebbe avuto un ruolo Angelo Balducci, già nobiluomo di Sua Santità e presidente del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici.
Le accuse mosse all’Arcivescovo di Napoli, in particolare, riguardano la vendita di alcuni palazzi e la ristrutturazione di edifici sacri di Propaganda Fide, della quale Balducci è stato consultore per un periodo; al tempo, il cardinale era al vertice di Propaganda Fide, ovvero il dicastero più ricco di tutta la Santa Sede e attraverso cui passa tutto il denaro utilizzato nelle missioni. Le operazioni sono state svolte da imprese che fanno capo da Anemone; nella lista sequestrata in uno dei computer del costruttore ci sono riferimenti a lavori eseguiti in edifici sacri o in appartamenti intestati a prelati, tra i quali figurano anche il Duomo di Ancona e la chiesa di Santa Maria in Trivio a Fontana di Trevi. I magistrati sospettano che il cardinale Sepe abbia ricevuto dei favori in cambio. Il nome del cardinale Sepe, inoltre, compare nell’inchiesta Perugina anche in relazione alla casa di via Giulia, a Roma, che fu la residenza per qualche tempo di Guido Bertolaso, capo della protezione civile. E’ stato lo stesso Bertolaso a riferire agli inquirenti che quell’appartamento gli venne messo a disposizione, a titolo gratuito, dal professor Francesco Silvano, collaboratore di Propaganda Fide, aggiungendo che il professore gli era stato indicato proprio dal cardinale Sepe. Su questa vicenda, però, i lati fumosi sono molti: dalle indagini è infatti emerso che l’appartamento appartiene a Raffaele Curi e, durante il periodo in cui fu abitato da Bertolaso, l’affitto veniva pagato dall’architetto Angelo Zampolini, anche lui coinvolto nell’inchiesta perugina con l’accusa di avere riciclato denaro di provenienza illecita, che secondo gli investigatori proverrebbe da Diego Anemone.
L’accusa di corruzione per l’ex ministro Lunardi è relativa alla vendita ed alla ristrutturazione di un palazzo in via dei Prefetti a Roma, stabile che figura nella “Lista Anemone”, lavoro numero 26 eseguito nel 2004. Lunardi ha ricostruito la vicenda in una intervista pubblicata da Repubblica il 14 giugno scorso. “Arriva Balducci, - ha spiegato, - e mi dice: Propaganda Fide sta mettendo a reddito i suoi duemila appartamenti. Mi porta la lista e io scelgo via dei Prefetti, dove trovo Anemone che sta ristrutturando il palazzo per conto di Propaganda Fide. Entro e chiedo di acquistare l'appartamento ma il cardinale Sepe prende tempo e mi concede di restare”. La risposta, sempre secondo la versione fornita dall’ex ministro, è arrivata ben 14 mesi dopo. “In quel periodo, - ha detto Lunardi, - non ho pagato l'affitto, mi hanno fatto la cortesia di ospitarmi gratis. Quando nel 2004 arriva la risposta, una banca valutò il palazzo 4 milioni e 160 mila euro, io ho acceso un mutuo da 2,8 milioni, più 600 mila euro miei. Zampolini mi ha avviato la denuncia di inizio attivita' per la ristrutturazione''. Il legame tra Anemone e Lunardi nasce nel 2002-2003. Il tramite fu Balducci. Sempre nell'intervista a Repubblica, l'ex ministro ha raccontato che Anemone ''voleva sdebitarsi perche', con una telefonata a un funzionario della Banca di Roma, lo avevo aiutare ad acquistare i terreni su cui avrebbe edificato il Salaria sport village''. ''Anemone mi ha fatto lavori per 120 mila euro - ha concluso Lunardi -, a prezzo di costo''. 

“I sentimenti di profonda stima e di infinita ammirazione che i cittadini della Campania nutrono nei confronti del cardinale Crescienzo Sepe non saranno minimamente intaccati dall’iniziativa della magistratura perugina”. Lo afferma il coordinatore regionale del Pdl, Nicola Cosentino, che aggiunge: “All’arcivescovo di Napoli vada la mia personale solidarietà e quella dell’intero Popolo della libertà della Campania, nella convinzione che in tempi rapidi sarà in grado di dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati”.

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di Nico Falco
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