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Una “cricca”: Anemone “golden boy” dell’imprenditoria

Inchiesta G8: rinviate a giudizio 19 persone e 11 società

Donne e regali in cambio dei lavori: compravendita illecita

Inchiesta G8: rinviate a giudizio 19 persone e 11 società
20/09/2011, 09:09

PERUGIA – Nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per i “Grandi eventi” è stata confermata la richiesta di rinvio a giudizio per ben 19 persone, tra cui funzionari pubblici, imprenditori e tecnici, e 11 società. Si è svolta ieri nel Tribunale di Perugia la requisitoria dell’udienza preliminare, nel corso della quale la pubblica accusa ha ricostruito le dinamiche di ciò che dai pm stessi è stato definito un “sistema gelatinoso”.
Si tratterebbe di una vera e propria “cricca”, che gestiva illecitamente, e ovviamente a proprio favore, alcuni dei maggiori appalti, come quello del G8, della Maddalena, del 150 esimo anniversario dell’Unità d’Italia, fino ad arrivare ai mondiali di nuoto a Roma. Per i pm, negli appalti per le opere dei “Grandi eventi” si è assistito a una vera e propria compravendita illecita della discrezionalità amministrativa. A farla da padrone in questo sistema sarebbe stato il costruttore Diego Anemone, definito il “golden boy” dell’imprenditoria, legato da uno stretto rapporto ad Angelo Balducci, già presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici e ora in pensione. I magistrati ritengono che le prove dell’illecita aggiudicazione degli appalti alle imprese del costruttore siano nelle numerose intercettazioni eseguite, nei file trovati all’interno del computer, al quale lavorava una delle segretarie del costruttore, e nei tanti documenti acquisiti (migliaia di atti dai quali è scaturita anche l’indagine romana sulla casa vista Colosseo di Claudio Scajola). Emerge, a loro avviso, una “sistematica violazione delle regole che caratterizzava la gestione dei Grandi eventi”. Secondo i pubblici ministeri, inoltre, i funzionari coinvolti ricevevano in cambio, a vario titolo, il coinvolgimento in operazioni immobiliari, ma anche l’uso di telefoni e auto, nonchè prestazioni sessuali a pagamento.
Dopo la requisitoria di ieri, durata circa tre ore, oggi prenderanno la parola le prime difese, seguite da altre domani, quando non è escluso che rendano dichiarazioni spontanee Della Giovampaola e Bertolaso. Sabato spazio alle ultime difese, prima che il gup si ritiri in camera di consiglio per decidere se rinviare a giudizio o meno gli indagati.

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di Antonio Formisano
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