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INCHIESTA "GLOBAL SERVICE": I NOMI DEGLI ARRESTATI; LEPORE: "PERICOLOSA FUGA DI NOTIZIE"


INCHIESTA 'GLOBAL SERVICE': I NOMI DEGLI ARRESTATI; LEPORE: 'PERICOLOSA FUGA DI NOTIZIE'
17/12/2008, 10:12

Questi i nomi dei destinatari delle 13 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sul "Global Service", coordinata dal procuratore Giovandomenico Lepore, dal procuratore aggiunto e coordinatore della Dda Franco Roberti e dai PM Raffaello Falcone, Enzo D'Onofrio, Pierpaolo Filippelli: Alfredo Romeo, imprenditore napoletano, titolare della Romeo Service, unico per il quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Agli arresti domiciliari sono Paola Grattani, sua collaboratrice; Guido Russo, ex funzionario dell'Arpa di fatto collaboratore di Romeo; l'ex assessore comunale all'istruzione ed ex parlamentare Giuseppe Gambale; l'ex assessore al bilancio del comune Enrico Cardillo; gli assessori comunali in carica Ferdinando Di Mezza (sue le deleghe al patrimonio e alla manutenzione degli immobili) e Felice Laudadio (edilizia); l'ex provveditore alle opere pubbliche della Campania Mario Mautone; il colonnello della guardia di finanza già in forza alla Dia Vincenzo Mazzucco. Destinatari di ordinanze sono inoltre Vincenzo Salzano e Luigi Piscitelli. L'inchiesta coinvolge anche i parlamentari Italo Bocchino (Pdl) e Renzo Lusetti (Pd): nei loro confronti il gip ha chiesto al Parlamento l'autorizzazione all'uso di intercettazioni che li coinvolgono. Secondo la Procura di Napoli quella che ha preceduto l'emissione delle ordinanze di custodia cautelare è stata una "perniciosa fuga di notizie strumentalmente utilizzate per screditare l'imponente attività investigativa". Alcuni degli indagati, secondo i magistrati napoletani, in particolare lo stesso Romeo e l'ex assessore all'Istruzione del Comune di Napoli Giuseppe Gambale, da un certo momento in poi e in particolare dallo scorso mese di gennaio, "sono venuti a conoscenza dell'indagine per effetto di illecite rivelazioni di atti investigativi e a partire da allora, temendo interventi coercitivi da parte dell'autorità giudiziaria, hanno cominciato a realizzare una serie di condotte finalizzate ad inquinare le prove e soprattutto ad attenuare il quadro cautelare a loro carico". Funzionale a questo disegno criminoso, secondo la Procura, sarebbe stato il colonnello della Guardia di Finanza Vincenzo Mazzucco, destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, che era in servizio alla Dia di Napoli. E' stata proprio la Dia, braccio operativo della Procura di Napoli, nell'indagine Global Service a svelare nome e ruolo della presunta talpa. "Quindi poi ormai... Siamo una cosa... Quindi... Consolidata, un sodalizio, una cosa solida... Una fusione di due gruppi": così il parlamentare del Pdl Italo Bocchino si rivolge all'imprenditore Alfredo Romeo in una telefonata ritenuta assai significativa dai PM che indagano sulle presunte irregolarità negli appalti del Comune di Napoli. I magistrati sostengono l'esistenza di una "struttura organizzata unitaria" in una "ottica di contiguità, stabile comunanza e reciprocità di interessi che lega tra loro molti degli indagati". Nella conversazione intercettata vi è la dichiarazione di "un soddisfatto Bocchino - commentano i PM - all'esito del ritiro degli emendamenti più "fastidiosi" proposti dal gruppo consiliare di An con riferimento alla delibera avente ad oggetto il progetto Global Service". L'imprenditore Romeo riceveva "illecito sostegno", "analogo" a quello che gli sarebbe stato offerto, secondo le dichiarazioni dei PM, anche dall'onorevole Renzo Lusetti del Pd, il quale "si è adoperato per consentire all'imprenditore il proseguimento dei propri fini illeciti nel settore degli appalti, sia nella città di Napoli che nella città di Roma, in questo secondo caso intervenendo presso esponenti del Consiglio di Stato per sostenere Romeo nell'atto di appello interposto contro una decisione del Tar favorevole a una impresa concorrente".

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di Redazione
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