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INCHIESTA SANTA RITA: I MEDICI, OBBEDIVAMO AGLI ORDINI


INCHIESTA SANTA RITA: I MEDICI, OBBEDIVAMO AGLI ORDINI
12/06/2008, 14:06

 

I 19 indagati nell'inchiesta della clinica Santa Rita di Milano - 14 dei quali agli arresti tra domiciliari e carcere - hanno iniziato a difendersi urante l'interrogatorio di garanzia. E hanno addossato ad altri le responsabilità.

Renato Scarponi, uno dei medici arrestati con l'accusa di truffa al sistema sanitario nazionale, ha puntato l'indice contro i vertici della struttura: "Ho obbedito a quanto mi imponevano", dice.

In particolare, le responsabilità delle truffe sarebbero state, secondo Scarponi, dei direttori sanitari, Gianluca Merlano e Maurizio Sampietro, e del proprietario Paolo Pipitone. Un altro medico, Marco Pansera, ha sostenuto invece di essersi reso conto dell'inutilità di alcuni interventi chirurgici ai quali aveva partecipato "solo quando la Asl ha presentato un esposto. Il mio assistito - ha detto il suo avvocato Giacomo Gualtieri - non aveva il minimo sospetto che gli interventi a cui partecipava potessero non avere una giustificazione". Soltanto in un secondo momento, il giovane chirurgo se ne sarebbe capacitato. Il suo difensore ha chiesto la revoca degli arresti domiciliari alla quale la procura si è opposta.

Intanto, nell'ufficio dei pm titolari dell'inchiesta continuano ad arrivare telefonate di presunte vittime del bisturi di Pier Paolo Brega Massone e degli altri sanitari. Verso la conclusione invece il lavoro dei due ispettori inviati dal ministero del Welfare per collaborare con la Regione Lombardia per fare trasparenza su quanto avvenuto in quella che è stata definita clinica degli orrori.

 

 

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di Giulio d'Andrea
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