Cronaca / Nera

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Un affare da 400 mln di euro coperto dal segreto di Stato

Inchiesta Sistri, 22 arresti tra cui Malinconico

Nell’inchiesta anche una Scuola che serviva per riciclare

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Inchiesta Sistri, 22 arresti tra cui Malinconico
17/04/2013, 14:22

NAPOLI - Sono 22 le ordinanze di custodia cautelare emessi dal Gip del tribunale di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sul Sistri, sistema di tracciabilità rifiuti. C'é anche l'ex sottosegretario Carlo Malinconico tra i destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare nell'inchiesta sul sistema Sistri. Per lui sono stati disposti gli arresti domiciliari. Custodia in carcere per gli imprenditori Sabatino Stornelli, ex amministratore delegato di Selex Management, gruppo Finmeccanica, Maurizio Stornelli e Francesco Paolo Di Martino. Durante le indagini i finanzieri hanno trovato un documento in cui sarebbero indicate una serie di consulenze per un milione di euro che l'imprenditore De Martino avrebbe pagato a Malinconico, all'epoca dei fatti presidente di una commissione tecnica sul Sistri del Ministero dell'ambiente. Il progetto per l'appalto Sistri è stato stimato in circa 400 milioni di euro. Una parte delle somme sono state incassate dalle imprese nonostante il sistema non sia mai entrato in funzione. Sul progetto per non è trapelata mai alcuna informazione in quanto su di esso era stato apposto il segreto di Stato in virtù del quale nel dicembre 2009 il Ministro dell'Ambiente aveva proceduto all'affidamento diretto alla società Selex Service Management che autonomamente aveva anche proposto il progetto al Ministero. Nell'abito dell'inchiesta della Procura di Napoli sull'appalto Sistri è stata eseguita un'ordinanza agli arresti domiciliari nei riguardi di un professionista che ha svolto un ruolo di consulente del Ministero dell'ambiente per la valutazione del contratto del Sistri e di presidente della Commissione di vigilanza sulla realizzazione del progetto. Le indagini poi hanno condotto a scoprire società che avevano il solo scopo di emettere fatture per operazioni inesistenti. A costituirle, secondo l'accusa, sarebbe stato l'imprenditore Francesco Paolo Di Martino il cui ruolo è sottolineato nel capo di imputazione relativo al reato di associazione per delinquere contestato nell'ambito dell'inchiesta sull'appalto Sistri. Di Martino, arrestato oggi dalla Guardia di Finanza, avrebbe avuto il ruolo di "costituire ed amministrare di fatto diverse società (fra cui la Advast srl, la In Tech srl, l'Istituto Scolastico S. Croce, la Damac Italia srl, la Argus srl, la Information Technology srl, formalmente gestite da persone a lui riconducibili) gestite al solo scopo di emettere fatture per operazioni inesistenti, così da ampliare costi apparentemente sostenuti per la realizzazione del SISTRI (cui partecipava in fatto come subappaltatore di SELEX SE.MA. SpA con le società ELDIM SEcurity srl e WIse srl)". In tal modo l'imprenditore avrebbe anche lucrato "ingenti importi (pari ad alcune decine di milioni di euro) come corrispettivo di tale servizio da SELEX SE.MA spa, a sua volta concessionario pubblico ad opera del Ministero per l'Ambiente". Ciò grazie alla "sistematica condotta di corruzione" nei confronti dell'amministratore delegato di SELEX SE.MA Sabatino Stornelli, anch'egli finito oggi in carcere, nonché di altri pubblici ufficiali fra cui Carlo Malinconico Castriota Scanderbeg, ex sottosegretario all'Ambiente (destinatario di una ordinanza agli arresti domiciliari), "la cui provvista veniva in parte procacciata dalle molteplici fatturazioni relative ad operazioni inesistenti nonché mediante il pagamento di svariate forniture effettuate a beneficio di persone riconducibili a Stornelli". Nella maxi inchiesta spunta anche un istituto scolastico nell'inchiesta sul Sistri che ha portato oggi all'esecuzione di 22 provvedimenti cautelari. Si tratta dell'istituto scolastico Santa Croce di Castellammare di Stabia (Napoli), che sarebbe stato controllato dall'imprenditore Francesco Paolo Di Martino, uno dei principali indagati. All'istituto sarebbero state affidate alcune attività, come la programmazione di chiavette Usb necessarie per il sistema di tracciabilità di rifiuti. Un'attività, secondo la ricostruzione degli inquirenti, solo fittizia in virtù della quale all'istituto sarebbero state erogate ingenti somme che finivano invece nella disponibilità di Di Martino. Quest'ultimo avrebbe versato parte dei soldi a titolo di mazzette. La circostanza viene rivelata da una ex segretaria dell'imprenditore ascoltata dai pm nel corso delle indagini. Intanto la notizia delle indagini a carico dell’ex sottosegretario malinconico hanno suscitato immediatamente la risposta del suo legale, l’avvocato Paolo Balducci: "La notizia della misura cautelare dei domiciliari disposta per il mio assistito Carlo Malinconico é un fulmine a ciel sereno; dall'ordinanza si evince che la richiesta della Procura addirittura risale ad un anno fa. A dire il vero la notizia di una indagine inerente il Sistri dove si faceva riferimento anche al nome del mio assistito qualche settimana fa era apparsa sul settimanale l'Espresso e il prof. Malinconico - spiega la Balducci - aveva prontamente chiesto di essere sentito dalla Procura certo della assoluta regolarità del suo operato. Si ribadisce massima fiducia nella magistratura e si attende quanto prima l'interrogatorio di garanzia davanti al giudice. Il mio assisito é certo di poter dimostrare la propria totale estraneità ai fatti e la correttezza del suo operato che ha sempre contraddistinto la sua vita professionale".  

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di Rosario Lavorgna
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