Cronaca / Giudiziaria

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Pm Napoli: “La competenza è nostra”

Inchiesta Tarantini, gli atti a Roma


Inchiesta Tarantini, gli atti a Roma
23/09/2011, 21:09

ROMA - Sono giunti presso la procura di Roma gli atti dell'inchiesta napoletana sulla presunta estorsione ai danni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. I pm hanno iscritto nel registro degli indagati l'imprenditore Gianpaolo Tarantini, la moglie Angela Devenuto e il direttore de L'Avanti, Valter Lavitola.
Il fascicolo è stato affidato dal procuratore Giovanni Ferrara al pool di pm coordinato Pietro Saviotti. Quanto  alla misura cautelari, gli inquirenti romani attenderanno la decisione del tribunale del Riesame, chiamato a decidere in merito alla remissione in libertà o alla attenuazione delle misure nei confronti dei tre indagati. La procura di Roma ha, comunque, tempo fino al 10 di ottobre prossimo per esprimersi. Il termine, di venti giorni, è scattato il 20 settembre scorso quando il gip di Napoli ha dichiarato la competenza di Roma sull'indagine. Al momento Lavitola risulta latitante, Tarantini é detenuto presso il carcere di Poggioreale mentre la moglie si trova agli arresti domiciliari.
Nella discussione davanti al Tribunale del Riesame di Napoli i pm Curcio, Piscitelli e Woodcock hanno prospettato ai giudici anche l'ipotesi di un reato diverso che si potrebbe contestare agli indagati in alternativa all'estorsione. Si tratta dell'articolo 377 bis che punisce l'induzione a fare dichiarazioni mendaci davanti all'autorità giudiziaria. Una ipotesi che sarebbe possibile formulare, secondo i pm, sulla base dei nuovi atti dell'inchiesta sulle escort condotta dalla Procura di Bari che sono stati allegati al fascicolo dell'inchiesta sul presunto ricatto al premier.

Si è conclusa, dopo circa quattro ore, l'udienza davanti al tribunale del Riesame di Napoli chiamato ad esaminare le istanze delle difese di Gianpaolo Tarantini e Valter Lavitola. A quanto si è appreso la procura di Napoli ha ribadito la questione della propria competenza territoriale sostenendo che l'autorità giudiziaria partenopea debba essere titolare dell'indagine in quanto non è ancora stato accertato il luogo in cui avrebbe avuto inizio il reato. In subordine, i pm ritengono che la competenza possa essere anche della procura di Lecce che conduce l'indagine sui presunti ritardi nell'inchiesta di Bari sul giro di escort. Il tribunale si pronuncerà lunedì prossimo.

 

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di Redazione
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