CRONACA - Nera

LA ROGATORIA DIVISA IN SCONTRI PER LA DISCARICA E TRA TIFOSI

Incidenti di Pianura, il pm chiede 13 condanne

Incidenti di Pianura, il pm chiede 13 condanne

16/02/2009, ore 20:17 - 

E’ cominciato questa mattina, davanti alla nona sezione del tribunale di Napoli (presidente Rossella Catena) il processo per gli incidenti avvenuto nel gennaio dello scorso anno durante le manifestazioni di protesta per la riapertura della discarica di Pianura. Il dibattimento è stato rinviato al 30 marzo prossimo dopo una breve udienza. Il rinvio è dovuto a una incompatibilità relativa alla presenza nel collegio giudicante di un magistrato che aveva autorizzato alcune intercettazioni telefoniche.

Oggi hanno annunciato la costituzione di parte civile il Comune di Napoli, il ministero degli Interni (per gli automezzi dei vigili del fuoco danneggiati nel corso degli incidenti) e l’Asia, l’azienda per la raccolta dei rifiuti. Nel processo, tra gli altri, è imputato l’ex consigliere comunale di An Marco Nonno. Oggi davanti al gup è fissato l'inizio del processo contro alcuni imputati che hanno chiesto il rito abbreviato. I soggetti indagati nella vicenda sono 40, 20 le persone rinviate a giudizio, 200 i testi di accusa.
 

Il processo con rito abbreviato

Il pm della Dda Antonello Ardituro ha avanzato 13 richieste di condanna a pene varianti dagli 8 ai 2 anni di reclusione nei confronti degli imputati del processo, che si svolge con rito abbreviato davanti al gup Vincenzo Alabiso, per gli incidenti dello scorso gennaio e per le aggressioni nelle aree di servizio delle autostrade che videro protagonisti gruppi ultrà del tifo azzurro, come le Teste Matte e i Niss. Le accuse principali contestate dal magistrato spaziano dall’associazione per delinquere alla devastazione. Il pm Ardituro ha diviso la requisitoria in due parti: le aggressioni da parte degli ultrà del Napoli nei confronti di tifosi di squadre avversarie quando gli esponenti delle tifoserie venivano in contatto, e gli incidenti a Pianura dove furono tra l’altro ordinate dai manifestanti le serrate dei negozi e furono assaltati automezzi dei vigili urbani e persino um’ambulanza.

Secondo il magistrato si tratta in entrambi i casi di episodi non spontanei, ma organizzati nei dettagli.

Per quanto riguarda le Teste Matte e i Nis, il pm ha ricordato come essi tendano ad imporre in curva ''la legge del più forte'' e abbiano tra gli obiettivi principali gli scontri con le forze dell'ordine. Un altro aspetto sottolineato dal pm e' quello del ricatto esercitato nei confronti del Napoli con la minaccia di provocare incidenti nel caso non venissero esaudite le proprie richieste. In alcuni casi sono emersi rapporti di parentela con esponenti della criminalità organizzata per quanto il reato contestato sia di associazione ''semplice'' e non di tipo camorristico. In tali gruppi comunque ''vige una legge di camorra'', ha osservato il magistrato. Ardituro ha ricostruito poi gli incidenti di Pianura mettendo in rilievo l'aspetto organizzato degli scontri e definendo un ''vero masaniello'' della rivolta il consigliere comunale di An Marco Nonno (imputato nel processo parallelo cominciato oggi che si svolge con rito ordinario).

Per quanto concerne gli incidenti di Pianura il pm ha chiesto 8 anni per Leopoldo Carandente e Ciro Stranges, 4 per Vincenzo Birra e Giovanni Mangiapia, 2 per Attilio Fiume, Luigi Muro, Salvatore Muro e Vincenzo Mangiapia. Per le aggerssioni sulle autostrade ha chiesto 3 anni per Giovanni Nota, Fabio Proietti e Ernesto Proietti, e 2 anni e 2 mesi per Luigi Galatola e Vincenzo Grassi. Il processo riprendera' il 9 marzo.
 

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