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1 milione e 460mila i feriti: un vero e proprio olocausto

Incidenti stadali, 500mila morti dagli anni '50 ad oggi


Incidenti stadali, 500mila morti dagli anni '50 ad oggi
26/12/2012, 13:35

Un vero e proprio bollettino di guerra, quasi un “Olocausto” lo sterminio che si compie sfortunatamente ogni giorno sulle strade italiane dal 1952 a oggi (e la gravissima sequela degli incidenti di Natale é una conferma), anno in cui l'Istat ha iniziato la raccolta ufficiale dei dati sulla sinistrosità". Usa un termine forte Giordano Biserni, presidente dell'Associazione sostenitori Polstrada (Asaps), che ha rielaborato 60 anni di dati in una ricerca che sarà pubblicata su 'Il Centauro' incrociando i dati degli incidenti con quelli sul parco circolante dei veicoli. Le cifre parlano di 443.802 vittime, 14.321.280 feriti, 14.868.849 incidenti: dati che non rappresentano la cifra effettiva, perché fino al '98 venivano annotati solo i decessi entro la settimana dall'evento, mentre oggi si prendono in considerazione le morti in un arco temporale di 30 giorni. "Per questo - aggiunge Biserni - si può lecitamente pensare che quella cifra vada aumentata di almeno il 15 per cento". I più colpiti gli 'under 30', 130.000 giovani. Secondo l'Asaps almeno il 15-20% dei feriti complessivi nei sessant'anni di rilevazione non ha più ripreso una vita normale dopo un incidente, 2-3 milioni di persone. Fino al 1972 i numeri sono cresciuti: 56.355 persone uccise dal '52 al '60, anni in cui il parco veicolare non arrivava a due milioni, poi il record di 95.386 decessi nel decennio 1961-1970, con quasi 15 milioni di veicoli. Quindi l'Annus Horribilis', il '72: 11.078 decessi. 92.986 le vittime negli anni '70 (2.321.285 feriti in 2.885.571 incidenti), 71.607 negli '80 (2.192.276 feriti in 2.767.129 incidenti e oltre 33 milioni e mezzo di veicoli circolanti), 67.177 morti nei '90 (2.716.568 feriti in 1.915.255 sinistri e quasi 41 milioni di veicoli), con una media ancora vicina alle 7.000 vittime annuali. La storia stradale contemporanea è più nota: "interrompere l'olocausto diviene una priorità e l'Ue assegna a tutti gli stati membri il compito di dimezzare la mortalità nel primo decennio del terzo millennio. Scendiamo così - annota Biserni - a 56.341 vittime ma aumentano i feriti, quasi tre milioni e 400mila, con un parco auto che sfiora i 50 milioni. Il 2011 è il miglior risultato di sempre: 3.860 morti e 292.019 feriti. Aumenta la mobilità e il parco veicoli, oggi quasi a quota 49 milioni di mezzi, ma diminuiscono le vittime, grazie certamente ad airbag, Abs, Esp".

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di Fabio Iacolare
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