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Autista Atac schiacciato da motore: è gravissimo

Incidenti sul lavoro, giornata nera: tre morti

Non ce l'ha fatta l'operaio che avrebbe dovuto sposarsi

Incidenti sul lavoro, giornata nera: tre morti
18/01/2011, 17:01

Una giornata da dimenticare sul fronte della sicurezza negli ambienti di lavoro. Nel lungo elenco di vittime per morti bianche vanno ad aggiungersi altri tre nomi, facendo così lievitare il numero di decessi in questo 2011 appena iniziato.  Nel primo infortunio, avvenuto questa mattina alle dieci, ha perso la vita una donna di 43 anni. L’incidente è avvenuto a Casanova Lerrone, nell'entroterra di Albenga, in provincia di Savona. La donna stava raccogliendo legna in compagnia del marito. Sembra che improvvisamente sia stata agganciata da una macchina agricola e sia finita negli ingranaggi, subendo gravi ferite alla testa e a un braccio. Sono intervenuti sul posto carabinieri, vigili del fuoco e operatori 118 che hanno chiesto l'intervento di un elicottero dei vigili del fuoco di Genova, ma la donna è morta prima dell'arrivo in ospedale.  
Dalla Liguria alla Sicilia il registro non cambia. Nelle campagne di Caltagirone, nel Catanese, un uomo è morto dissanguato. F.B., 63 anni, stava segando i rami di un albero ed è caduto improvvisamente finendo tra le lame della motosega che stava azionando.
Gravissimo incidente nella Capitale, dove un dipendente dell'Atac è stato ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Sant'Andrea di Roma dopo un incidente sul lavoro. Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo, un 35enne, stava lavorando in un deposito dell'Atac in via Grottarossa quando è stato schiacciato da un blocco motore che stava smontando. Secondo quanto si apprende, il dipendente dell'Atac è stato sottoposto a intervento chirurgico ed è ora in prognosi riservata. Sul posto è intervenuta la polizia, mentre l’Atac rende noto di aver “immediatamente attivato un'inchiesta interna per chiarire le dinamiche dell'incidente. Il dipendente è stato prontamente soccorso dai colleghi e dai responsabili di stabilimento - prosegue la nota - che hanno provveduto a richiedere l'immediato l'intervento di un'ambulanza del 118. L'operaio è stato ricoverato presso l'ospedale Sant'Andrea e sottoposto ad un intervento chirurgico”.
La terza vittima di questa giornata nera invece è uno degli operai rimasti coinvolti nell’incendio all’Eureco insieme ad altri sette operai. Salvatore Catalano, il 55enne di Paderno Dugnano, non ce l’ha fatta. Doveva sposarsi il 20 novembre scorso con la sua compagna Antonella Riunno, una cerimonia che sarebbe servita anche per dare un futuro più sicuro alla loro bambina, la piccola Irma. L’uomo lottava tra la vita e la morte dal 4 novembre scorso a causa delle ustioni riportate su tutto il corpo, tanto che i medici del Niguarda l’avevano ormai dato per spacciato. Catalano è la terza vittima della tragedia. “Nonostante l’intenso periodo di cure, i numerosi interventi effettuati (una media di due alla settimana) e il massimo impegno delle équipes dellla Rianimazione e del Centro Grandi Ustionati”, si legge nella nota dell’ospedale, l’uomo, le cui condizioni erano apparse da subito gravissime con ustioni sul 90% del corpo, è deceduto.
L’altro operaio ricoverato a Niguarda, Leonard Shehu, 37 anni, è sempre molto grave ma stabile, riferisce Niguarda. “Attualmente è in sala operatoria per un intervento” aggiungono dal nosocomio, sottolineando che persiste la prognosi riservata. Due degli ustionati gravi erano morti a novembre, pochi giorni dopo il rogo: Sergio Scapolan, 63 anni, e Arun Zeqiri, 44 anni, albanese.
Salvatore ed Antonella, storie di vite spezzate e dolore. Il dramma vissuto dalla donna è stato un autentico calvario: dalla gioia per il matrimonio in vista fino all’incidente del suo compagno e ad una lunga agonia. Una coppia sfortunata. Vivevano insieme da tempo in un appartamento dell'Eureco, dove lui era operaio e lei lavorava come custode. Il giorno dopo l'incendio il sindaco di Paderno Dugnano, Marco Alparone, aveva trascorso quasi l'intera giornata a Niguarda insieme con la Riunno, nella speranza di poter celebrare il rito civile: l'uomo però non ha mai ripreso conoscenza. Antonella aveva allora chiesto assistenza legale a Giuliano Pisapia, candidato alle primarie del centrosinistra, e lui aveva accettato. “Mi impegnerò a farlo finché potrò, visto che se, come mi auguro, diventerò sindaco, dovrò abbandonare la professione. Questa donna, oltre al dolore e alla tragedia che l'hanno colpita, si trova in una situazione per cui non può godere di quei diritti che dovrebbe avere chiunque abbia un rapporto affettivo di quel genere. Per questo ho inserito nel mio programma l'istituzione di un registro comunale delle unioni”.

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di Davide Gambardella
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