Cronaca / Soldi

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Sono un avvocato e due ex marescialli della Gdf

Indagine su smaltimento Montecity, tre arresti


Indagine su smaltimento Montecity, tre arresti
02/02/2009, 19:02

Un giro di appropriazioni indebite e truffe, quello al centro al dell’indagine che ha portato all’arresto, questa mattina, di un avvocato residente in Svizzera, Fabrizio Pessina, e di due ex marescialli della Guardia di Finanza, Giuseppe Anastasi e Paolo Pasqualetti: i tre sono accusati di ricettazione. In particolare, i due ex finanzieri avrebbero costituito la società Ma.Te.Co., apparentemente per controllare la gestione del gruppo Green Holding, al quale appartengono le società del raggruppamento temporaneo di imprese. In seguito sarebbero stati sottoscritti numerosi contratti con società italiane ed estere per consulenze, intermediazioni, procacciamento di clienti “apparentemente funzionali alle operazioni di trasporto, stoccaggio e smaltimento dei rifiuti prodotti nell’ambito del progetto Montecity-Santa Giulia senza in realtà svolgere alcuna attività effettiva”.  A partire dal marzo 2006 la società di Anastasi e Pasqualetti avrebbe poi ceduto i contratti stipulati alla Trullo, una società con sede a Madeira e che fa riferimento a Fabrizio Pessina. In questo periodo, secondo l’accusa, gli indagati avrebbero incassato significative somme di denaro “apparentemente imputabile alle attività svolte dalla Mateco nel progetto Montecity-Santa Giulia che provvedevano a trasferire a soggetti esteri”. Con questo sistema gli indagati avrebbero nascosto all’estero circa 14 milioni e mezzo di euro, “derivanti da rimesse effettuate dalle società coinvolte nelle operazioni di lavorazione dei rifiuti nel progetto Montecity-Santa Giulia, somme poi bonificate a favore di Fabrizio Pessina e società estere a lui collegate”. 

L’indagine nasce da una rogatoria passiva proveniente dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Kaiserslautern. Una inchiesta tedesca relativa a sei cittadini per sospetto di 'infedeltà', evasione fiscale nonchè corruzione in relazione alle operazioni smaltimento dei rifiuti speciali provenienti dall'Italia e, precisamente, dalla bonifica dell'ex area industriale Montecity-Rogoredo il cui investimento finanziario complessivo è di circa 4 miliardi stanziati dall'Unione europea, dal Comune e dalla provincia di Milano, dalla Regione Lombardia e da investitori privati. Le indagini svolte in Germania hanno evidenziato che “la Servizi Industriali che nel progetto Montecity-Rogoredo è capofila dell’associazione temporanea di imprese in relazione al contratto di appalto per la bonifica del terreno abbia pagato corrispettivi 'esagerati' alle società interessate allo smaltimento e al trasporto dei rifiuti, e che parte di questo denaro sia stato restituito come 'kick-back' attraverso alcune società straniere. Secondo l'ipotesi di accusa delle autorità tedesche -ricostruisce l'accusa in Italia- attraverso l'interposizione di diverse società solo apparentemente coinvolte nelle operazioni di bonifica dell'area industriale dismessa della Montedison, e ricorrendo a contratti di consulenza o gestione privi di reale contenuto, il valore delle operazioni sarebbe stato fraudolentemente sovrastimato, con un ritorno del sovrapprezzo a favore di determinati soggetti. Questa complessa operazione sarebbe stata realizzata attraverso una sequenza di bonifici estero su estero volta con tutta evidenza ad occultare le tracce del denaro di provenienza criminosa". Per la Procura, quindi, il ‘trucco’ consisteva nel sottoscrivere contratti di consulenza o gestione privi di reali contenuto, in modo da sovrastimare il valore delle operazioni ed incassare quindi il denaro sotto una parvenza di correttezza. Nell'inchiesta avviata a Milano, Luigi Zunino, a cui gruppo fa capo il progetto Montecity, è parte lesa.
 

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di Nico Falco
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