Cronaca / Sanità

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In dimissione 3 pazienti, il Cotugno: "Nessun pericolo"

Influenza A: niente baci alla teca di San Gennaro


Influenza A: niente baci alla teca di San Gennaro
07/09/2009, 17:09

Il prossimo 19 settembre i fedeli in attesa della liquefazione del sangue di San Gennro non potranno baciare la teca che contiene le ampolle. Un provvedimento che ha precedenti illustri negli anni del colera e per l’allarme aviaria, deciso dalla Deputazione della Cappella del tesoro di San Gennaro a scopo cautelativo, ma che, inevitabilmente, fa nascere altre preoccupazioni in chi proprio non vuole ascoltare il parere dei medici. Se da una parte dal Cotugno fanno sapere che l’allarmismo degli ultimi giorni è inutile, dall’altra cominciano ad arrivare le prime proteste di chi chiede ulteriori chiarimenti sulla situazione, specie alla luce della decisione che vieta di baciare la teca dove sono contenute le ampolle del sangue del santo.
Cosimo Maiorino, direttore sanitario dell’ospedale per le malattie infettive Cotugno di Napoli, da diversi giorni cerca di spiegare la situazione. “Si sta diffondendo un ingiustificato allarme sociale, - ha dichiarato, - dobbiamo tutti contribuire a rasserenare gli animi della gente”. La psicosi, infatti, a Napoli è quasi tangibile con mano. Ai funerali di Gaetano D., l’uomo positivo al virus A H1N1 e poi deceduto, c’erano soltanto un paio di persone per paura del contagio. A nulla è servito specificare fino alla noia che l’uomo era sì affetto dal virus, ma che era morto in seguito a gravi complicazioni insorte per numerose patologie pregresse di cui già soffriva. Al Cotugno, intanto, non si contano più le persone che si rivolgono ai sanitari anche per banali raffreddori, temendo di aver contratto la cosiddetta ‘nuova influenza’, e che chiedono il vaccino che in Italia non è ancora in commercio. “Bisogna tranquillizzare la gente, - ha detto Maiorino, - rasserenare gli animi e spiegare che tutto è sotto controllo”.
Il ventisettenne ricoverato al Cotugno e affetto dalla ‘febbre suina’ è ormai negativo al virus, dopo una cura di antivirali. Dall’ospedale fanno sapere che anche gli altri due pazienti del primo gruppo di ricoverati, un 25enne ed una 37enne cubana, sono “in buonissime condizioni” e sono in attesa della dimissione. “Ci sono altri pazienti in corso di accertamento, - aggiunge il direttore sanitario, - che però non destano nessuna preoccupazione dal punto di vista clinico”.

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di Nico Falco
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