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Continua la crisi di Ingroia...

Ingroia: "Sono stupito: le mie erano solo critiche legittime''

Paola Severino chiede l'estensione dell'azione disciplinare

Ingroia: 'Sono stupito: le mie erano solo critiche legittime''
18/03/2013, 18:35

"Leggo sulla stampa che il ministro Paola Severino ha chiesto un'azione disciplinare nei miei confronti. Sono stupito: le mie erano solo critiche legittime e non attacchi personali''. Questo il commento di Ingroia all' iniziativa del ministro della Giustizia, Paola Severino, che ha chiesto al Procuratore generale della Cassazione di ''estendere l'azione disciplinare'' per le dichiarazioni rilasciate dal leader di Rivoluzione Civile dopo la decisione con la quale la Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di condanna a 7 anni di Marcello Dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa.

 L'ex pm di Palermo è accusato di "aver leso l'immagine della magistratura" e in particolare quella del Presidente della quinta sezione penale della Cassazione,Aldo Grossi.

"La mia cultura della prova viene dagli insegnamenti di Falcone e Borsellino. Quella del presidente Grassi non so", certo è totalmente lontano dalla sua.  Questa la dichiarazione di Ingroia a cui si appella Paola Severino, un' affermazione questa accompagnata da una immediatamente successiva in cui il leader di Rivoluzione civile afferma: ''Ho la sensazione che la sentenza e il dibattito che strumentalmente ne sta scaturendo rientrino in quel processo di continua demolizione della cultura della giurisdizione e della prova che erano del pool di Falcone e Borsellino''.

Queste interviste risalgono al 10-11 marzo 2012 .

 Ingroia non manca di rispondere alle accuse rivolte: "Sono molto sereno, c'e' stato un travisamento di senso delle mie parole. Non ho inteso offendere o insultare nessuno. Ritengo di avere esercitato solo un diritto di critica, che puo' essere anche aspra, ma ero preoccupato che una grancassa politico-mediatica potesse demolire la cultura della giurisdizione del pool''. ''E' passato un anno da quei fatti - aggiunge il leader- e il senso delle mie parole non e' cambiato. Sono preoccupato per lo stato della facolta' di critica".

Ingroia non è il solo a ritenere inappropriata l'azione del ministro Severino. "L`azione disciplinare richiesta dal Ministro di Grazia e Giustizia nei confronti di Antonio Ingroia ha un vago sapore repressivo". Lo sostiene Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, che aggiunge: "Dopo le elezioni e la sconfitta della lista Rivoluzione Civile adesso si cerca di colpire la persona che di quella lista è stata candidata a Presidente". "Siamo qui - insiste - all`uso degli strumenti disciplinari a fini intimidatori, cosa particolarmente grave anche perché il Ministro avrebbe ben altro a cui pensare, visto lo stato disastroso in cui versa la macchina della giustizia in Italia, anche a causa dei provvedimenti assunti dal suo governo".

Intanto, dopo le accuse, Antonio Ingroia solleva il caso di un collega: ''Mi stupisce molto che pochi giorni fa siano passati sotto silenzio gli insulti che ho ricevuto da un collega, tra l'altro su una bacheca pubblica di Facebook, mentre si intraprende un'iniziativa disciplinare nei miei confronti rispolverando un'intervista vecchia di un anno, e bocciando il mio diritto alla critica''.

Il collega, Salvatore Barresi, giudice a latere nel processo di primo grado a Giulio Andreotti, aveva scritto: ''Il tramonto di Ingroia. Rivoluzionario fallito. E' morto, politicamente, e giudizialmente. Difficilmente tornera' procuratore''.  

 

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di Flavia Stefanelli
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