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Meno insegnanti, spese più alte per le famiglie

Inizia la scuola, tra i proclami del governo e le proteste dei genitori


Inizia la scuola, tra i proclami del governo e le proteste dei genitori
13/09/2010, 09:09

ROMA - Primo giorno di scuola per gran parte degli alunni italiani. Ma non è un inizio tranquillo. Da una parte abbiamo il governo che, tramite il Ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, che parla di una svolta epocale, di una giornata storica, anche perchè da quest'anno inizieranno le nuove classi come ridisegnate dal governo. E la Gelmini se ne gloria: "La scuola italiana - cambia e parte la riforma che era attesa da decenni. Viene completamente ridisegnata la struttura della superiore, all'insegna della chiarezza e della modernità. Oggi partono i nuovi licei, i nuovi istituti tecnici e professionali che consentiranno maggior collegamento tra scuola e lavoro, più attenzione alle materie scientifiche, più inglese e rilancio dell'istruzione tecnica e professionale". Intanto si scopre che anche ieri la Gelmini ha detto l'ennesima menzogna. Nei giorni scorsi aveva parlato di assorbire 220 mila precari entro 6-7 anni, ma un documento del Ministero parla di almeno 15 anni. Il che significa che una intera generazione di insegnanti è tagliata fuori dalla possibilità di entrare nella scuola ad insegnare.
Ma il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha definito questo il più grande licenziamento di massa, con 133 mila insegnanti mandati via in tre anni. Ma soprattutto a protestare sono i genitori che hanno avuto tante amare sorprese. Si va dal taglio dal 30 al 50% delle ore di sostegno per disabili, alla necessità per alcuni insegnanti di coprire più cattedre, ad un episodio scandaloso riferito su Repubblica.it: una quinta elementare i cui alunni sono costretti a svolgere una parte delle lezioni con i bambini di terza o di quarta elementare. C'è da chiedersi gli alunni, in questo caos cosa potranno imparare.
Intanto una norma sicuramente è stata infranta per necessità: l'obbligo, imposto dal Ministro Gelmini, di confinare ad una quota del 30% la presenza di bambini stranieri nelle classi. C'è una classe a Roma, dove su 19 bambini sono tutti stranieri, ma era evidente fin dall'inizio che ci sarebbero state delle zone così. Infatti le scuole private - anche ammesso che i genitori siano così ricchi da poterla pagare - di solito rifiutano i bambini stranieri a meno che non siano già perfettamente padroni della lingua italiana. Quindi comunque si concentrano tutti nella scuola pubblica, che in certe zone deve ospitare ben più del 30% della popolazione scolastica straniera. Il tutto naturalmente senza insegnanti di sostegno, dato che le risorse per la scuola sono state tagliate di 8 miliardi tra il 2008 e il 2010

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di Antonio Rispoli
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