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Dall’ospedale psichiatrico al carcere di Udine

Inizia l’odissea del boss Giuseppe Gallo


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Inizia l’odissea del boss Giuseppe Gallo
03/02/2010, 11:02

TORRE ANNUNZIATA - Inflitti sette mesi al boss Giuseppe Gallo. Una condanna che rompe  lo stato giuridico di blocco nei confronti dell’ex vertice del clan Gallo-Limelli-Vangone, creatosi a seguito di false perizie che gli accreditavano la totale infermità mentale rilevando, addirittura, l’assenza di pericolosità nell’imputato. Un vortice giudiziario e criminale che travolge ed investe nomi illustri non soltanto della scena medico-scientifica territoriale, ma di spessore nazionale. Psichiatri eccellenti nel registro nero degli inquirenti: il primo a finire in manette, per ordine della Direzione distrettuale antimafia, il professor Adolfo Ferrara dell’ospedale psichiatrico di Aversa che avrebbe redatto una perizia compiacente il millantato stato di infermità mentale del pericoloso criminale, pienamente lucido ed in grado di intendere e volere. Giuseppe Gallo, in arte Peppe ‘o pazz, non sarebbe per nulla affetto da vizi di mente, era la punta di vertice di una delle famiglie di camorra più potenti e pericolose non solo dell’area vesuviana. Una potenza dettata soprattutto da un impero economico che consentiva al rampollo dei Gallo di importare migliaia di kilogrammi di sostanze stupefacenti dalla Spagna, pagando ogni carico profumatamente. E’ stato condannato a sette mesi per aver disatteso gli obblighi della sorveglianza speciale. Ad infliggergli i pochi mesi di reclusione il giudice monocratico Maria Grazia Di Somma, nel corso del processo che si è tenuto nei giorni scorsi al Tribunale di Torre Annunziata. Fino a quel momento, infatti, le peripezie giudiziarie del boss erano state congelate, per via di alcuni accertamenti medico-legali che lo avevano dichiarato totalmente incapace di intendere e di volere. Da ieri, invece, un andirivieni di ricorsi al Tribunale del Riesame dove sono attese le decisioni dei giudici per le scarcerazioni del professor Ferraro, di Natale Scarpa, dell’ex dipendente del tribunale Casciello e di altri coinvolti nelle indagini. Attesa per domani, ancora la discussione del ricorso al tribunale della Libertà per Giuseppe Gallo. La decisione di spedire il pericoloso criminale nel carcere di Tolmezzo ad Udine è un chiaro segno con il quale la Dda intende evitare qualsiasi tipo di rapporto tra il boss e gli altri affiliati alla cosca, così da evitare che Gallo possa continuare a gestire e decidere delle sorti dell’organizzazione criminale.  

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di Salvatore Perillo
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