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Il premier può bloccare i suoi processi, ma non gli altri

Iniziato il processo che Berlusconi teme: quello a Fede-Mora-Minetti


Iniziato il processo che Berlusconi teme: quello a Fede-Mora-Minetti
03/10/2011, 09:10

MILANO - Questa mattina, al Tribunale di Milano, ci sono due processi che riguardano Silvio Berlusconi. Il primo è quello che lo vede imputato di concussione e di prostituzione minorile. La vicenda è quella di Karima El Marough, meglio conosciuta come Ruby Rubacuori. Secondo l'accusa, la ragazza sarebbe stata pagata per partecipare alle serate hard ad Arcore con il premier (prostituzione minorile); inoltre c'è l'episodio del premier che telefona alla Questura di Milano e - sempre secondo l'accusa - esige la liberazione della ragazza arrestata per furto. E questo sarebbe il secondo reato, la concussione, fatto per cercare di nascondere il primo.
Ma questo processo deve fare i conti con l'ostruzionismo dei difensori, che oggi chiederanno la sospensione fino alla sentenza sul conflitto di attribuzione votato da Camera e Senato, secondo cui il premier avrebbe agito perchè assolutamente convinto da una ragazzina 17enne che lei era la nipote dell'ex presidente egiziano Hosni Mubarak. E quindi avrebbe fatto liberare la ragazza nelle vesti di Presidente del Consiglio, per quanto rincoglionito dall'età al punto da credere alle fandonie di una ragazzina. Per questo la competenza è del Tribunale dei Ministri, dicono a maggioranza Camera e Senato; in realtà è solo una menzogna per cancellare il processo, che per essere effettuato dovrebbe avere l'autorizzazione a procedere dal Parlamento.
Ma contemporaneamente ci sarà l'udienza preliminare in cui verrà deciso se rinviare a giudizio Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti, con l'accusa di favoreggiamento alla prostituzione. Secondo l'accusa, i tre sono coloro che portavano alle feste di Arcore le ragazze. Ed è questo il processo che Berlusconi teme veramente. Infatti qui non ci sono parlamentari, per cui si possa bloccare in qualche maniera il flusso delle ragazze chiamate a testimoniare. Ragazze che dovranno decidere se dire la verità (cioè che si prostituivano col premier) oppure se tentare di cambiare le carte in tavola, rischiando per ognuna una condanna fino a 6 anni di reclusione. Aggravante ulteriore: ci sono tre ragazze che si sono anche costituite Parte Civile. Si tratta della modella marocchina Imane Fadil, che più volte vi ha partecipato, e delle due ex concorrenti a Miss Italia, Ambra Battilana e Chiara Danese, le prime a parlare ai magistrati di quello che succedeva ad Arcore.
Ma soprattutto, quale sarà la linea difensiva degli imputati? Per Emilio Fede non ci sono dubbi: ha 80 anni, per la legge non può andare in galera anche in caso di condanna. Avrà al massimo gli arresti domiciliari, quindi può tranquillamente intestardirsi sul negare tutto. Stesso discorso per Mora che non ha più di 70 anni, ma è già in carcere per altre vicende e quindi ha poco da temere.
Ma Nicole Minetti? Il reato di favoreggiamento della prostituzione prevede pene fino a 12 anni di reclusione. Una ragazza giovane come lei accetterà di farsi qualche anno di carcere per il suo padrone, quando con un atteggiamento collaborativo con la Procura potrebbe ottenere gli sgravi di pena sufficienti ad ottenere una condanna inferiore ai 3 anni e quindi ottenere l'affidamento ai servizi sociali? Non è un caso se lei ha rinunciato all'avvocato che aveva scelto per prenderne uno "consigliato" dal gruppo di consiglieri del premier

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di Antonio Rispoli
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