Cronaca / Nera

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La bara salutata con un lungo applauso

Innocente ucciso dalla camorra, lutto cittadino

Don Palmese: "Ad andare via dovranno essere i killer"

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Innocente ucciso dalla camorra, lutto cittadino
17/01/2011, 13:01

NAPOLI - Si sono svolti nella chiesa di San Giacomo Apostolo a Pollena Trocchia (Napoli) i funerali di Vincenzo Liguori, il meccanico ucciso per errore giovedì sera mentre lavorava nella sua officina in via San Giorgio Vecchio a San Giorgio a Cremano. L'obiettivo del raid era Luigi Formicola, pregiudicato, ma secondo le ricostruzioni una pallottola vagante ha centrato al petto Liguori, uccidendolo. Il meccanico rimasto vittima, completamente estraneo a qualsiasi meccanica criminale, era il padre di Mary, giovane collaboratrice de Il Mattino, che ha appreso della morte del genitore quando e' giunta sul luogo dell'omicidio dove era andata per effettuare un servizio giornalistico sul fatto di sangue.
La bara all'uscita della chiesa è stata salutata da un lungo applauso. La chiesa e la piazza antistante erano gremite di persone, tra amici, parenti e residenti, tutti lì per dare l'ultimo saluto ad una persona onesta, caduta vittima della malavita senza averne colpe.
Ai funerali presenti anche il direttore de Il Mattino, Virman Cusenza, oltre al presidente dell'Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, e al presidente dell'Assostampa Campania, Enzo Colimoro. Presenti anche i primi cittadini di Pollena Trocchia e di San Giorgio a Cremano e molti rappresentanti delle istituzioni. Nei due Comuni del Vesuviano oggi e' stato proclamato il lutto cittadino.

Il rito funebre è stato officiato dal parroco Giuseppe Cozzolino, da don Tonino Palmese e don Luigi Ciotti, rispettivamente referente di 'Libera contro le mafie' in Campania e presidente nazionale dell'associazione. Parole forti ma piene di speranza, quelle pronunciate da don Palmese durante l'omelia del passo del vangelo di Luca, la preghiera nell'orto del Getsemani. ''Vincenzo non e' morto ma e' stato ucciso mentre era al posto giusto a lavorare. I killer erano al posto sbagliato. E occorre che noi restiamo al nostro posto, ad andare via dovranno essere coloro che lo hanno ucciso! Che vadano via lontano, in un altro luogo che sia utile a redimerli''. Rivolto a Mary, la figlia e una giovane collaboratrice de 'il Mattino' stretta nel dolore con la madre e i due fratelli Ciro e Luigi, ha scandito parole forti: ''il calice che Gesu' ha allontanato e' spesso per noi il calice dell'assuefazione, della rassegnazione alla quale non dobbiamo abituarci ma dobbiamo, invece, restare qui a lottare per il bene''. Nessuna resa al male e una esortazione finale: ''Coloro che hanno ucciso - ha detto Palmese - puzzano di morte, noi come Vincenzo vogliamo profumare di vita''.

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di Nico Falco
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