Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Installazioni dell'architetto Dalisi al centro di Napoli


Installazioni dell'architetto Dalisi al centro di Napoli
09/12/2009, 17:12

NAPOLI - ‘Le stelle della città di Napoli’ ed ‘Il presepe volante’, da domani alle ore 18.00 e fino al 10 gennaio 2010, illumineranno il centro storico partenopeo. L’installazione luminosa, realizzata dal genio creativo dell’architetto Riccardo Dalisi, è stata voluta, in occasione del “Natale a Napoli”, dal consorzio “Artigianapoli”, con il patrocinio di Regione e Comune e con il sostegno finanziario dell’E.P.T.. L’opera, che il presidente di Aritigianapoli, Mariano De Luca, spera possa diventare permanente, si trova in vico San Nicola a Nilo, nei pressi dell’insula monumentale di San Gregorio Armeno,
A San Nicola a Nilo, sulla vecchia targa “San Niccolò’’, sono state posizionate 15 lampade, teatrino sul tema delle “stelle” e della “Natività”, disegnate da Dalisi e realizzate dagli artigiani di Rua Catalana su un’idea del consorzio “Artigianapoli”.
“quest’operazione – ha sottolineato il presidente di Artigianapoli, Mariano De Luca - ha diversi aspetti importanti. Il primo è che non si tratta solo di un intervento natalizio poiché intendiamo, se le Istituzioni lo permetteranno, rendere permanente l’installazione. (Su questo tema è già stato registrato il parere positivo del sindaco Rosa Russo Iervolino). Inoltre, coincide con un’operazione di recupero e di riqualificazione di un percorso importante della città antica parallelo e gemello a San Gregorio Armeno”. .
L’installazione luminosa di Riccardo DALISI, si pone, quindi, come un ulteriore tassello nella strategia di valorizzazione delle potenzialità dell’artigianato che “Artigianapoli”, persegue da anni, anche nell’intento di rilanciare gli itinerari turistico – produttivi della città e del suo hinterland. “Lì dove ci si incrocia l’arredo urbano, il design di strada e l’arte, viene fuori qualcosa di interessante. In Giappone lo si classificherebbe come Wabi-sabi e con poco si potrebbe tradurre in reperti di attualità, in “archeologia moderna” – ha sottolineato Riccardo Dalisi. Il Wabi-sabi viene in aiuto: ciò che è distrutto, consumato, trascurato, il volto ferito di un uomo morente, le rughe di un centenario sono espressioni della vita, esprimono un valore. Un Wabi-sabi per salvare una pagina, come si salverebbe un reperto antico. Il sentimento che si genera ha un particolare spessore rispetto ad oggetti nuovi nati. Rua Catalana non la si potrebbe più pensare senza i lumi e le botteghe. E così direi, sia pure in modo diverso ma non inferiore per intensità, anche dei lumi agli incroci dei Quartieri Spagnoli e a San Nicola a Nilo o a salita Ospedaletto”.


Commenta Stampa
di Redazioni
Riproduzione riservata ©