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La Cancellieri: "Se ci sono stati abusi, giusto colpirli"

Insulti alla madre di Aldovandri, il Viminale non interviene


Insulti alla madre di Aldovandri, il Viminale non interviene
26/06/2012, 11:06

ROMA - Sta suscitando molto scalpore l'ultimo risvolto legato alla sentenza sulla morte di Federico Aldovandri, il 18enne di Ferrara che una mattina, mentre stava tornando a casa, incontrò quattro poliziotti e venne ucciso da loro. Con una sentenza a dir poco favorevole, in tutti e tre i gradi di giudizio i poliziotti sono stati condannati per omicidio colposo, cioè perchè dopo aver ammanettato il giovane non si accorsero che non riusciva a respirare. La condanna, a  anni e 6 mesi, non verrà scontata: tre anni sono stati cancellati dall'indulto del 2007, per gli altri 6 mesi c'è la pena sospesa. Oh, certo, c'è un procedimento disciplinare in corso contro di loro, ma sembra avviato verso una sanzione simbolica.
Ma anche una sentenza così favorevole non è andata giù ai poliziotti e ai loro sostenitori. Come ha dimostrato la pagina di Facebook "Prima difesa due", dove la maggior parte dei quasi 3000 contatti sono poliziotti o loro amici e parenti. Nei giorni scorsi la fondatrice della pagina, Simona Cenni, aveva scritto l'ennesimo post contro la madre di Aldovandri, che in una intervista aveva chiesto che i poliziotti andassero in carcere (il che, per un omicidio, dovrebbe essere il minimo, ndr). C'era stato a breve giro di posta l'intervento di Paolo Forlani, uno dei quattro condannati, che aveva insultato la donna: "Una falsa e ipocrita. Spero che i soldi che ha avuto ingiustamente dallo Stato (2 milioni di risarcimento, ndr) possa non goderseli come vorrebbe... Se avesse saputo fare la madre non avrebbe allevato un cucciolo di maiale...". E via di questo passo. Inoltre ha affermato che negli atti da nessuna parte si dice che Federico è morto per le lesioni. Cosa vera (altrimenti sarebbero stati condannati per omicidio volontario), ma bisogna ricordare che il giovane aveva alcune costole rotte, i segni della suola degli stivali di uno dei poliziotti sulla pelle del petto (segno che erano saltati a pie' pari sul petto del giovane quando era a terra) e il corpo era pieno di lividi ed ecchimosi. Inoltre c'è una testimone che ha visto i poliziotti picchiare il giovane ed ha sentito le sue grida: "Aiuto, mi ammazzano"; inoltre vennero trovati sulla scena del delitto due manganelli spezzati.
A causa di queste parole scritte su Facebook, Patrizia Moretti in Aldovandri ha denunciato Forlani, la Cenni ed un altro utente, tal Sergio Bandoli, che aveva definito Aldovandri "una faccia da c..o". La vicenda ha avuto una enorme risonanza sul web. Dalla pagina "Prima difesa due" il post incriminato è scomparso (ma ci sono decine di screenshot che girano) dopo 24 ore, ed ora è scomparsa anche la pagina.
Ma l'eco ha smosso qualcosa, tanto che il Ministro degli Interni Annamaria Cancellieri se ne è uscita con una dichiarazione a dir poco infelice: "Se ci sono stati abusi è giusto colpirli". Usare il condizionale, dopo una sentenza definitiva della Cassazione, ha fatto irritare molte persone, a cominciare dai genitori del giovane. E tuttavia la frase indica come non ci sia alcuna volontà di far rispettare la giustizia. Intendono aspettare che un altro ragazzo finisca nelle mai di quei quattro poliziotti, prima di intervenire?

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di Antonio Rispoli
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