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"Serve riforma ma leggi già ci sono"

Intercettazioni, Giostra: ddl cambi proroghe risibili


Intercettazioni, Giostra: ddl cambi proroghe risibili
29/06/2010, 19:06

Al termine della sua lunga audizione in commissione Giustizia della Camera il professore Glauco Giostra, docente di procedura penale all'Università “La Sapienza”, di Roma tenta con i cronisti di moderare i toni. Alla fine però ammette: “Si parte dal presupposto che ci siano stati spesso degli abusi per poi però agire alla cieca...”. Secondo Glauco Giostra infatti è vero che ci sono stati degli abusi, anche nel passato, e che il sistema avrebbe bisogno di essere in parte riformato. Ma queste riforme dovrebbero riguardare più che altro l'applicazione delle norme piuttosto che le norme stesse. Uno dei 'nodì del provvedimento, secondo Giostra, è senz'altro quello che riguarda l'autorizzazione alla richiesta di intercettazioni da parte del Tribunale distrettuale del capoluogo riunito in sede collegiale. “Non è possibile infatti che ogni volta ci sia tutto il trasferimento di documenti da un ufficio giudiziario ad un altro. È una procedura - avverte - che non ha futuro”. Una procedura inutilmente complessa. E poi, aggiunge, “anche questa storia della proroga di tre giorni in tre giorni “è addirittura risibile”. Secondo il docente di Procedura Penale infatti non ci dovrebbe essere un limite di tempo prefissato (nel testo è di 75 giorni prorogabile di tre in tre) dopo il quale diventa impossibile intercettare. “E se poi all'ultimo momento scopro che si sta per commettere un altro reato? - osserva - Che faccio? Ogni tre giorni attendo l'autorizzazione dal Gip collegiale? Sarebbe molto meglio invece prevedere questo tipo di autorizzazione solo nei casi di proroga eccezionale. Cioè: si dovrebbe fissare un tetto che potrebbe essere anche di 75 giorni. Ma poi si dovrebbe lasciare una possibilità di superarlo in presenza di casi particolari, per i quali i Pm dovrebbero fornire adeguate motivazioni”. Senza indicare un altro limite di tempo 'invalicabilè e senza insistere sulla proroga di tre giorni in tre giorni che, per il professore, si rivelerà presto una strada impraticabile. Per quanto riguarda poi l'eccesso di pubblicazione delle intercettazioni, Glauco Giostra spiega di essere “d'accordissimo con l'idea di un archivio riservato” e anche con l'ipotesi di fare una vera selezione tra il materiale che risulti estraneo alle indagini e quello che non lo sia. “Io sono per l'accesso incondizionato - afferma - a tutti gli atti non più coperti da segreto. Del resto ce lo chiede anche il Consiglio d'Europa. E questo dovrebbe avvenire liberamente, al di là e a di fuori di quel reticolo di favori, mai disinteressati, che i giornalisti devono subire per poter accedere alle notizie”. Su ciò che resta coperto da segreto, però, i controlli dovrebbero essere implacabili, suggerisce il professore. E nulla dovrebbe trapelare. Per il resto, del ddl ora all'esame di Montecitorio lui non condivide “pressochè nulla”. Anche per quanto riguarda le intercettazioni ambientali che con questa normativa si renderanno di fatto impossibili. Unica perplessità è sui cosiddetti 'reati satellitè: quelli per i quali i finiani chiedono la stessa procedura facilitata che si riconosce ai reati di mafia. “Il rischio - avverte - è che alla fine si ritengano un pò tutti i reati intercettabili. La lista potrebbe diventare infinita...”. “E anche sull'ipotesi di poter intercettare i reati di mafia solo in presenza dei 'sufficienti indizi di reatò - conclude - avrei qualcosa da dire pur sapendo di andare controcorrente: si potrebbero rendere i 'controllì troppo facili con il rischio di vedere formulati apposta determinate ipotesi di reato...”

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di Redazione
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