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Interrogativi sulla morte del 67° detenuto "suicid"


Interrogativi sulla morte del 67° detenuto 'suicid'
12/12/2009, 11:12


ROMA - L'autopsia del cadavere di Ciro Ruffo, camorrista pentito del Clan dei Casalesi, si è conclusa avvalorando la tesi del suicidio. Non so come si possa stabilire se una persona morta per strangolamento provocato da impiccagione si sia suicidata o se è stata impiccata. Da che cosa si desume? La posizione in cui è stato trovato a penzolare il cadavere era al contrario di come doveva essere se fosse stato un suicidio. Dicono gli esperti che avrebbe dovuto avere la faccia rivolta alle sbarre. Le macchie di sangue sul suo volto che hanno sconvolto la moglie possono essere state provocate - dicono i medici legali -dallo strangolamento. Ma potrebbero essere state provocate da
percosse. Chi può escluderlo? Perchè si sarebbe suicidato Ciro Ruffo dopo avere appena ottenuto il trasferimento dal carcere di Ariano Irpino a quello di Alessandria dove abita la sua famiglia? Non aveva forse comunicato alla moglie la contentezza del suo trasferimento? Perchè si uccide tre ore dopo l'arrivo, senza aver visto la moglie ed i figli ai quali era legatissimo?
E' circostanza assai inquietante il fatto che il detenuto era diventato collaboratore di giustizia, uno di coloro che vengono denominati impropriamente "pentiti" e che sono odiatissimi dalle cosche dalle quali si staccano. Si potrebbe azzardare l'ipotesi che la camorra gli avesse ordinato di "suicidarsi. Non sarebbe nè il primo caso nè una ipotesi assurda, campata in aria. Se la mafia ti fa sapere che è meglio se ti togli di mezzo altrimenti sopprime tua moglie o tua figlia o tuo fratello è possibile decidere di suicidarsi. Mi viene in mente la tragica morte dell'on.le Rosario Nicoletti, segretario della DC siciliana, uomo di governo suicidatosi nel novembre del 1984. Si gettò nella tromba delle scale dall'ottavo piano. La sua morte avviene quattro anni dopo l'assassinio di Pierasanti Mattarella alla quale era legato da un sodalizio politico tendente a liberare la DC siciliana dalla soffocante tutela della cupola mafiosa. Quattro anni tempestosi segnati dai grandi delitti di mafia. Sono sempre stato convinto che Nicoletti sia stato indotto al suicidio da cosche che probabilmente minacciavano di uccidere persona cara della sua famiglia. Non aveva alcun motivo per togliersi di mezzo se non
proteggere qualcuno.
Per questo considero verosimile e possibile
come causa del suicidio del pentito Ciro Ruffo un ordine della mafia con la minaccia di farla pagare cara ad un suo familiare. Ma se questa ipotesi fosse vera mi domando perchè non si sia realizzata nei cinque mesi di carcerazione ad Ariano Irpino. Perchè tre ore dopo il suo trasferimento ad Alessandria? Leggo che è il terzo caso di suicidio nel carcere di Alessandria dall'inizio di quest'anno dopo il giovane nigeriano ed un misterioso ex agente segreto. Tre casi di suicidio nello stesso edificio dovrebbero quanto meno sollevare un problema di sicurezza per i carcerati che dovrebbero essere protetti anche da se stessi. Non sono convincenti le dichiarazioni del segretario del SAPPE che difende l'onorabilità del corpo di polizia giudiziaria dai sospetti e minaccia querele a chiunque si azzardi di chiamarlo in causa Non mi pare il migliore modo di difendere le guardie carcerarie dal momento che il corpo non è un organismo esente in tutte le sue componenti da possibili pecche e vizi. Ogni organismo può avere una o più parte malate e la migliore difesa è sempre l'apertura, la trasparenza, la disponibilità a collaborare per l'accertamento della verità. A Genova abbiamo visto all'opera funzionari e militi della Polizia Penitenziaria abbandonarsi a torture e sevizie
scioccanti verso i giovani. Dal Gom , speciale reparto della PP,sono emersi i personaggi
che hanno fatto della Caserma Diaz un inferno di repressione violenta che pensavamo riservato solo ai cileni o agli argentini e che mai avremmo visto nella civile Italia!
Spero che la Magistratura farà una indagine accurata sulla morte di Ciro Ruffo passando al setaccio tutti i minuti della sua ultima giornata di vita e tutte le persone con le quali è venuto in contatto.
La situazione nelle carceri italiane è inquietante ed è ancora più grave se vista nel contesto di crescente violenza e cattiveria sociale ed istituzionale contro i poveri e i marginali. Una persona è stata lasciata morire di freddo e di fame a Roma e un'altra viene svegliata e strattonata dai vigili a Verona ed invitata a mettersi in piedi ed andarsene. Ogni giorno è un bollettino di fatti che ci allontanano dalla civiltà e questo avviene non soltanto per spinta dei politici di destra e loro emuli ma purtroppo anche delle istituzioni. Questo è lo scenario esterno alle carceri dove la vulgata del Palazzo vuole che causa dei suicidi sia il sopraffollamento. Certo, dormire a terra in una cella puzzolente con altri dieci detenuti spinge alla disperazione ed a pensieri di morte. Ma credo che la causa dei suicidi sia dovuta in gran
parte alla pressione che viene esercitata sui detenuti magari per assicurare l'ordine e costringere al silenzio ed alla passività una popolazione di 65 mila persone che, per logica, dovrebbe esplodere
e ribellarsi ed invece subisce tutto anche la condizione più disumana....
Credo che i Radicali che si occupano da sempre delle carceri dovrebbero chiedere l'istituzione di una Commissione di Inchiesta Parlamentare per redigere un rapporto entro tempi ragionevoli. Pare che i garanti dei detenuti non siano finora riusciti ad aiutare i detenuti ed a migliorare la vivibilità delle carceri mentre il Ministro della Giustizia è distratto delle "riforme" che interessano Berlusconi che sono talmente assorbenti da non lasciargli il tempo per occuparsi di tutto il resto.....
Voglio concludere questo scritto pieno di interrogativi con l'elenco dei carcerati suicidatisi nel corso di questo 2009 che non è ancora finito come quasi certamente l'elenco!

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di Pietro Ancona
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