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Intervento del Card. Sepe alla XX Convention delle Camere di Commercio


Intervento del Card. Sepe alla XX Convention delle Camere di Commercio
24/10/2011, 12:10

“Turismo e avvicinamento delle culture – Il turismo come occasione di sviluppo”  Napoli 24 ottobre 2011 “Chi ha viaggiato conosce molte cose, chi ha molta esperienza  parlerà con intelligenza. Chi non ha avuto delle prove, poco  conosce; chi ha viaggiato, ha accresciuto l’accortezza. Ho visto  molte cose nei miei viaggi, il mio sapere è più che le mie parole”. (Sir 34, 9 – 11).

Desidero rivolgere il mio cordiale saluto al Presidente dell’Unioncamere(Dott. Ferruccio Dardanello), al Presidente dell’Assocamere Estero (Dott. Augusto Strianese), a tutti i Presidenti della Camere di Commercio qui presenti, al Presidente della Camera di Commercio di Napoli (Dott. Maurizio Maddaloni) nonché ai Presidenti della Regione Campania (On. Stefano Caldoro), della Provincia di Napoli (On. Luigi Cesaro) e al Sindaco di Napoli (On. Luigi de Magistris).

1. Tema della Giornata Mondiale del Turismo - Il 27 settembre scorso si è celebrata, come ogni anno, la Giornata Mondiale del Turismo, promossa dall'Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT) che, per questo 2011, ha scelto il tema: “Turismo e avvicinamento delle culture” .  E’ un tema che tocca particolarmente le vostre esperienze e la vostra quotidianità e coglie in un certo senso anche il significato centrale di questo incontro costituendo un’occasione preziosa di confronto e di scambio tra culture e sistemi differenti.

2 Il Progetto Culturale della Chiesa - Il tema tocca direttamente anche la vita della chiesa. Infatti (possiamo affermare che) la riflessione sulla “cultura” e sull’avvicinamento delle culture in particolare, si pone in sintonia con il Piano Pastorale della nostra Diocesi, col Giubileo per Napoli che stiamo celebrando e anche con il Magistero della Chiesa che, per il decennio in corso, ha inteso promuovere una vera e propria “sfida educativa”, ponendo l’enfasi su un organico “Progetto Culturale” che possa mettere a fuoco i punti di riferimento dell’evoluzione in corso e soprattutto fornire un orientamento in ordine ai due obiettivi del Progetto stesso: il rinnovamento della pastorale ed il sostegno alla testimonianza dei laici nei loro ambiti di vita.

Tutti questi progetti prevedono che, a partire dalla comunità cristiana, ci sia un coinvolgimento – a differente titolo e secondo una diversa articolazione – anche di tutte quelle persone e quelle istituzioni che sono espressione delle realtà territoriali e sociali in cui la comunità cristiana vive.
Se è vero, infatti, che la cultura ha origini e matrici diverse, è altrettanto vero che ci sono tante persone, gruppi e centri che fanno cultura senza appartenere a strutture pastorali né ad istituzioni religiose. Potremmo anzi dire che sono quelli che lavorano, che viaggiano, che guardano ed ascoltano a conoscere meglio di chiunque altro gli interrogativi e le idee che circolano nel mondo, e che spesso sono i più disponibili a ricercare gli strumenti, le occasioni ed il linguaggio appropriati per sostenere una riflessione organica ed una ricerca comune.

Se accogliamo un concetto di cultura nella sua ampiezza, nel senso che abbraccia, oltre alla storia o al patrimonio artistico ed etnografico, anche gli stili di vita, le relazioni ed i valori, allora possiamo sostenere che la diversità culturale è senz’altro una ricchezza; senza queste differenze – per esempio – non si sentirebbe il bisogno di simposi come questo ed il desiderio di arricchirsi attraverso il dialogo con l’atro.

3 Cultura e Turismo - Per raggiungere tale obiettivo, il turismo è un campo d’azione particolare ed un’occasione privilegiata. Il Codice Etico Mondiale per il Turismo afferma, al riguardo, che “praticato con la necessaria apertura di spirito costituisce un fattore insostituibile di autoeducazione personale, di mutua tolleranza e di accostamento alle legittime differenze tra popoli e culture, e alle loro diversità”. Ciò significa che il turismo può favorire, per sua natura, sia l'incontro che il dialogo, giacché mette in contatto con altri luoghi, altre tradizioni, altri modi di vivere, altre forme di vedere il mondo e di conoscere la sua storia.

4 L’importanza del dialogo - Per dialogare, la prima condizione è saper ascoltare, essere interessati all'altro e desiderare scoprire il senso ed il messaggio insiti in ogni manifestazione culturale, su una base di rispetto, senza pregiudizi né esclusioni, evitando letture superficiali o parziali. Paolo VI così scriveva nell’enciclica “Ecclesiam Suam”, «L'apertura di un dialogo... disinteressato, oggettivo, leale è per se stessa una dichiarazione in favore di una pace libera e onesta. Essa esclude simulazione, rivalità, inganni e tradimenti».  Più tardi, Giovanni Paolo II, nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 1983, presentava il dialogo come una delle più grandi sfide del nostro tempo ed affermava che “la 'differenza' che alcuni trovano così minacciosa, può divenire, mediante un dialogo rispettoso, la fonte di una più profonda comprensione del mistero dell'esistenza umana”.  Il grande Papa, oggi beato non pensava soltanto al dialogo tra le persone, ma anche e soprattutto al dialogo tra i gruppi sociali, tra le diverse professionalità ed esperienze – come state facendo, oggi, voi – tra le forze politiche in una nazione, tra gli Stati in seno alla comunità internazionale. In generale, si riferiva ad ogni confronto sul piano etnico, culturale, ideologico o religioso, piani ove la maggior parte dei conflitti spesso cercano di trovare le loro giustificazioni. Tutti, e la Chiesa in modo particolare (che ha una solida tradizione educativa ma anche un’esperienza millenaria in materia di viaggi, di accoglienza e di servizio pur non essendo, per sua stessa natura, un’organizzazione promotrice del turismo), siamo in grado di riconoscere l’importanza del viaggiare nella formazione della persona. La mobilità umana per fini turistici è infatti un fattore d’incontro privilegiato, attraverso la conoscenza, non soltanto dal punto di vista geografico, paesaggistico- ambientale, organizzativo ma anche culturale, sociale, economico, religioso, nonché una fonte inesauribile di sviluppo. Per favorire l’avvicinamento culturale la Chiesa ha sviluppato nel tempo una cultura dell’accoglienza, fondata appunto sull’incontrarsi, sull’avvicinarsi e sul ricevere. Questa cultura coopera a promuovere un “turismo” di qualità che fa del viaggiatore il “protagonista” vero del suo itinerare, che dona i suoi valori, la sua fede, il suo bisogno di immersione nella realtà che incontra, le sue domande,la sua curiosità, il suo bisogno di comprendere, di essere compreso e di condividere.

5 Il Forum delle Culture - È questo, cari Amici, lo spirito che ha ispirato e sta animando il Giubileo per Napoli, indetto dalla Chiesa di Napoli, che si è fatta promotrice di dialogo, di collaborazione con tutti gli uomini di buona volontà, i quali stanno partecipando con entusiasmo all’iniziativa. Non dimentichiamo, poi, che ci prepariamo per il Forum Universale delle Culture del 2013, il cui tema è “La Memoria del Futuro: conoscere le proprie radici per progettare il futuro comune”. E’ questa un’occasione speciale offerta dall’Unesco (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) proprio per promuovere le ricchezze ed i patrimoni storico – artistici, partendo dalle diversità culturali, passando per le disuguaglianze per giungere ad un dialogo concreto tra i popoli ,e quindi, alla pace.  Converrete dunque che questi sono valori che il turismo, se vissuto alla luce di autentici valori umani e spirituali, reca con sé perché offre opportunità di conoscenza di patrimoni – storici, religiosi, artistici, culturali - e di dialogo con culture diverse, che incentivano la solidarietà, la pace e il rispetto delle tradizioni e che costituiscono uno dei doni più preziosi che da esso derivano. Napoli, che è una città dal grande passato, dove ogni pietra racconta la storia, e che ha in sé alcuni tra i luoghi più significativi del patrimonio archeologico e culturale mondiale, può e deve essere lo specchio del vero patrimonio sociale, politico e culturale che tutta l’Italia, attraverso di essa, può presentare sulla scena internazionale.

Speriamo che l’evento programmato sappia offrire accoglienza, tolleranza e dialogo; sappia scambiare cultura; dare sviluppo, democrazia e pace, come è nelle finalità dello stesso Forum che affronterà i temi della Diversità Culturale, della Pace e dello Sviluppo Sostenibile.

6 Conclusioni - Cari Amici, sappiamo che il turismo è uno dei settori più trainanti e redditizi dell’economia mondiale; tuttavia in questa nuova prospettiva culturale, in questo metodo nuovo dobbiamo guardare in modo nuovo anche alla prospettiva dei profitti nella certezza che se il turismo è “al servizio” della cultura, della formazione, dell’educazione, i profitti verranno, e non solo quelli economici, ma anche quelli culturali, sociali, professionali.  La sfida che anche le Camere di Commercio – per il settore di competenza – sono chiamate a vincere, deve essere quella di creare una cultura nuova, una mentalità consapevole, e di riuscire a proporre una strada affinché ogni turista, ogni operatore, ciascuno di noi, possa dare un valore al suo tempo, al suo cammino e al suo lavoro attraverso l’incontro, il confronto ed il dialogo, per riaffermare e realizzare in tutto il mondo condizioni di uguaglianza, di giustizia, di benessere e di pace. È l’augurio che rivolgo a tutti voi e ai lavori di questa importante “Convention”. Grazie!

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di Redazione
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