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Intervista a Roberto Fiore, consigliere dell'Ordine degli Avvocati di Napoli


Intervista a Roberto Fiore, consigliere dell'Ordine degli Avvocati di Napoli
08/02/2012, 20:02

Gli avvocati napoletani vivono nelle ultime settimane momenti di “passione”, non solo perché sono in lotta contro la liberalizzazione varata dal governo, ma anche perché è periodo di elezione dei membri dell’Ordine forense cittadino. Il primo turno ha sancito la netta affermazione di Francesco Caia, il presidente uscente. Caia ha ottenuto oltre tremila preferenze, che rapportate ai cinquemila votanti, evidenziano che la sua è una figura molto amata tra gli avvocati che operano all’ombra del Vesuvio.

A farci un quadro completo della prima fase di queste elezioni e del momento che vive l’intero corpo forense partenopeo, è il consigliere uscente Roberto Fiore: “Il successo – spiega – di Francesco ha un significato importante, perché esprime continuità all’interno dell’ordine forense. Proprio grazie alla sua azione, il 28 gennaio, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario a Napoli, si sono portate all’esterno le problematiche legate alla liberalizzazione della professione. Il segnale forte che è stato lanciato, con il volgere le spalle al discorso tenuto dal rappresentante del governo Luigi Birritteri, ci ha permesso di porre all’attenzione dell’intera collettività la nostra protesta. Sia chiaro, noi siamo favorevoli a nuove regole; vorremmo però essere partecipi alla loro stesura. Il tutto senza effettuare stravolgimenti improvvisati. Come detto il plebiscito avuto dal nostro presidente, è un riconoscimento all’operato della classe dirigente partenopea. Da questa manifestazione di affetto deve ripartire la nostra azione”. Fiore anch’egli si è ripresentato al giudizio dei suoi colleghi, e la stima e l’affetto che gode presso gli stessi, si sono trasformati in un forte consenso: “La – sottolinea Roberto – mia candidatura rientra nel disegno di coesione e continuità al precedente consiglio dell’ordine, e ringrazio chi ha continuato a darmi fiducia. Viviamo un momento storico dove la professione di avvocato riceve molteplici ed indiscriminati attacchi. Senza entrare troppo nel merito, a mio parere i problemi nascono durante gli studi universitari. Si effettua una preparazione generica che finisce con l’essere insufficiente sia se si ha voglia di diventare dei principi del foro, sia se vi vuole intraprendere la carriera giudiziaria. Durante gli stessi studi bisognerebbe far scegliere agli studenti quale indirizzo intraprendere. Così avremo studenti con una preparazione migliore, e nello stesso tempo si evita all’avvocatura di diventare un refugium peccatorum”.

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di Alfredo Di Costanzo
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