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Il preside Matuozzo: “Niente da dichiarare”

Intossicati al liceo Sbordone, i ragazzi chiedono tutela


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Intossicati al liceo Sbordone, i ragazzi chiedono tutela
01/02/2010, 16:02

NAPOLI – Non si placa la polemica sullo Sbordone, il liceo scientifico di Capodimonte dove, sabato scorso, una decina di persone sono rimaste intossicate in seguito all’ennesimo raid vandalico. Nella serata di venerdì, infatti, ignoti avevano svuotato il contenuto di una decina di estintori nei corridoi dell’istituto. Sabato mattina, malgrado il parere contrario dei ragazzi, il preside aveva deciso egualmente di far svolgere le lezioni. Nel giro di pochi minuti la situazione è però diventata ingestibile: una decina di studenti ed una docente hanno avvertito dei malori, con sintomi riconducibili all’intossicazione. Sul posto sono intervenute quattro ambulanze, e per due degli intossicati (una professoressa ed un ragazzo) è stato necessario il ricovero in ospedale. Fortunatamente nessun caso si è rivelato grave, così tutte le persone coinvolte sono state dimesse in giornata.

Ai microfoni di Julie Italia Mario, uno dei ragazzi dello Sbordone, ha ripercorso la situazione parlando dei pericoli ai quali gli studenti sono esposti nel caso dei raid vandalici. Un primo intervento di pulizia è stato effettuato già sabato, un secondo è in programma per oggi. La scuola dovrebbe riaprire domani. Nel caso i ragazzi giudichino le condizioni non soddisfacenti, però, sono pronti a manifestare. Non si tratterebbe di una protesta contro il preside ed il corpo docenti, ci tengono però a precisare. La protesta è esclusivamente per chiedere tutela, per raggiungere una soluzione, di concerto con il personale della scuola, che ponga finalmente fine ad episodi vandalici che, come è successo questa volta, mettono a rischio l’incolumità degli studenti e delle persone che lavorano nell’edificio.

Trovare gli estintori svuotati nelle aule, infatti, per gli studenti del liceo non è certo una novità: episodi di questo genere si verificano con una frequenza impressionante. Malgrado ciò, pare che nessuna contromisura sia stata presa. O, per meglio dire, ci sono stati degli accorgimenti ma non si sono rivelati per nulla necessari.
Impossibile intervistare il preside, professor Giuseppe Matuozzo. All’interno dell’istituto ha negato l’intervista, limitandosi ad affermare che “non c’è nulla da dire” e che “siamo impegnati”. All’uscita, stessa scena: finestrino rigorosamente chiuso, ha continuato la sua marcia incurante del microfono.

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di Nico Falco
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