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La storia di Davide Imberbe

"Io non ho paura", il coraggio di un impreditore napoletano


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'Io non ho paura', il coraggio di un impreditore napoletano
13/02/2009, 12:02


A Pomigliano d'Arco un imprenditore 35enne con le sue denunce contro il pizzo è stato protagonista di 20 processi che hanno portato in carcere molti esponenti della camorra. Davide Imberbe proprietario di una serie di supermercati a Portici e in provincia di Napoli è sorvegliato 24 ore su 24 dai carabinieri ma la camorra continua a minacciarlo e le autorità vorrebbero che lasciasse la Campania. Anche lui ha cominciato a pagare negli anni '90. Aveva appena 17 anni e suo padre lo aveva voluto con sé quando si era trattato di andare a trattare l'importo della mazzetta: "Pensava che con un ragazzino vicino sarebbero stati meno duri". Ma non era servito a niente. La sedia a rotelle con cui si muoveva Imberbe senior era stata rovesciata per strada. E’ stato allora che Davide ha sentito crescere per la prima volta la rabbia. Ma Portici funzionava così. La polizia era corrotta, di macchine delle forze dell'ordine sul territorio non se ne vedevano. A sera, al contrario di quanto accade oggi, poliziotti, carabinieri, finanzieri stavano rinchiusi nelle caserme. E allora non ti sembrava di poter far altro che abbassare la testa. Poi la denuncia, i primi arresti e l'amarezza di Davide che, dopo un paio d'anni, ha visto di nuovo per strada i propri estorsori. Ma non fa niente, perché lui denuncia ancora: persino i boss del potentissimo clan Vollaro che, organizzatissimi, negli incontri ti forniscono un modulo prestampato in cui è indicato l'importo del pizzo da versare a seconda delle tipologie e della grandezza dell'esercizio commerciale.

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di Vincenzo Rubano
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