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Giornata nera per passeggeri residenti e turisti

Ischia, aliscafo finisce contro banchina: caos al porto


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Ischia, aliscafo finisce contro banchina: caos al porto
16/07/2011, 09:07

 Intorno alle ore 15.35 di martedì 12 luglio 2011 l’aliscafo dell’Alilauro “Airone Jet” proveniente da Napoli e diretto a Forio, al momento dell'attracco nel porto di Ischia per una fermata intermedia, ha urtato il pontile. Fortunatamente non si sono registrati feriti tra i passeggeri di bordo ma l’urto oltre ad aver provocato lievi danni al mezzo veloce, ha causato uno squarcio sul lato destro del pontile detto di “Italia ‘90” perché realizzato all’epoca dei mondiali di calcio che si svolsero nel nostro Paese. L’aliscafo dopo l’urto non ha potuto proseguire la corsa verso il Comune di Forio e così i passeggeri diretti nel Comune all’ombra del Torrione hanno usufruito di una navetta messa a disposizione dall'Alilauro. Naturalmente il lato del pontile interessato dall’urto e dal conseguente squarcio è stato interdetto alle operazione di attracco e di sbarco degli aliscafi. Il nuovo incidente verificatosi nel porto di Ischia ha messo ancora una volta a nudo la fatiscenza di un pontile di cui da tempo con i nostri servizi giornalistici di denuncia ne segnaliamo l’abbandono e la potenziale pericolosità. Infatti dalle immagini che mostrano la crepa creatasi a seguito dell’urto dell’”Airone Jet”, si può notare come il legno che compone lo scheletro del pontile sia completamente fradicio e persino bruciato in più punti e indebolito dagli incendi che nel passato hanno interessato la struttura che andrebbe completamente sostituita e non certamente riparata! Ma quella di martedì 12 luglio 2011 sarà certamente ricordata come la “giornata nera” per i tanti residenti e turisti che hanno affollato lo scalo ischitano. Difatti mentre eravamo intenti a filmare le immagini inerenti il pontile danneggiato, per una incredibile casualità siamo stati testimoni diretti di una nuova disavventura vissuta dai passeggeri di un aliscafo che già con estremo ritardo giungeva a Ischia da Napoli. Per un guasto tecnico le passerelle che avrebbero dovuto permettere agli occupanti dell’aliscafo di poter scendere, sono rimaste bloccate a metà del loro percorso. Così per oltre quindici lunghi minuti e in attesa che finalmente si sbloccassero le scalette, i passeggeri, addossati gli uni agli altri in attesa di lasciare finalmente l’aliscafo, non hanno potuto scendere e questo ha scatenato non poche proteste. Dopo parecchio tempo qualcuno ha avuto l’idea di aggiungere delle passerelle manuali a quelle meccaniche rimaste inceppate e non senza difficoltà, soprattutto gli anziani, tra lo stupore dei turisti sbigottiti, sono riusciti a scendere tra urla e lamentele sollevatesi oltre che per la disavventura vissuta, anche per l’alto costo del trasporto. Ma così come avvenuto poche ore prima con l’”Airone Jet”, anche quest’aliscafo non ha potuto riprendere il largo per effettuare la corsa delle ore 19.00 per Napoli e si sono vissuti nuovi momenti di tensione questa volta coi passeggeri che dovevano imbarcarsi per la Terraferma i quali, alla fine, sono saliti a bordo di un nuovo mezzo veloce intorno alle ore 20.00, con un’ora di ritardo rispetto alla tabella di marcia: incredibile! Sin qui la cronaca di una giornataccia di cui centinaia e centinaia di cittadini residenti e turisti avrebbero fatto ben volentieri a meno. Naturalmente la speranza, che come dice il proverbio è sempre l’ultima a morire, è quella che altri episodi del genere non accadano più! Qualcuno sicuramente ci farà notare che “chi di speranza vive, disperato muore”… E anche questo è vero! Infatti con la definitiva privatizzazione della compagnia di navigazione pubblica Caremar, voluta dal potere politico padronale e capitalistico di centro, centrodestra e centrosinistra per favorire gli interessi degli armatori privati, delle lobby economiche e della casta nostrana, non ci vuole la palla di cristallo per immaginare che nel mentre i prezzi continueranno ad aumentare, dal punto di vista del trasporto marittimo nel Golfo di Napoli ritorneremo indietro di decenni: che vergogna!

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di Gennaro Savio
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