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Ischia, Con le ruspe lo Stato ritorna a fare il forte coi deboli e il debole coi forti



Ischia, Con le ruspe lo Stato ritorna a fare il forte coi deboli e il debole coi forti
17/01/2011, 10:01

IMMINENTE L’ABBATTIMENTO DELL’UMILE CASA DI FRANCO, GINA E I LORO QUATTRO FIGLI: “SIAMO DISTRUTTI, NON ABBIAMO FUTURO”. Domenico Savio: “E’ una disumanità senza fine. Responsabile di questa tragedia è il potere politico, i partiti del potere politico a tutti i livelli. Nella nostra Isola i responsabili sono i Sindaci e le Amministrazioni comunali che prima non hanno messo in condizione i cittadini di poter costruire nella legalità la propria casa e oggi danno una mano allo Stato massacratore per abbattergliela. Il Sindaco di Forio, ha concluso Savio, ha chiesto i fondi per l’abbattimento alla Cassa Deposito e Prestiti e Franco Regine aveva dalla sua parte anche delle Leggi per non chiedere il fondo per demolire la casa di questa famiglia lavoratrice”. “La speranza è quella di arrivare al governo regionale, poi il governo regionale si assumerà la responsabilità di non demolire un pilastro soltanto di questi edifici”. Con queste parole il Ministro della Repubblica Mara Carfagna oltre un anno fa garantì la risoluzione del problema abbattimenti nella nostra regione ma, nonostante le promesse e gli inganni elettorali dei candidati noti e meno noti nella scorsa campagna elettorale per le regionali, in Campania continuano ad essere abbattute le case della povera gente mentre restano in piedi, quasi a derisione delle demolizioni delle miserie in muratura dei poveri cristi, gli ecomostri, le ville e le villette realizzate dai pasticcieri del cemento e dagli affaristi del mattone. E’ oramai imminente sull’isola d’Ischia l’ennesimo e straziante abbattimento di una casa di prima necessità abitata da una giovane coppia e dai loro quattro bambini piccoli. Franco, piastrellista con l’hobby di coltivare la terra e Gina, casalinga da dieci anni dedita a crescere con amore e premura i suoi quattro gioiellini. Gente semplice e umile che ha avuto la sola colpa di aver voluto dare un tetto ai propri bambini, quel tetto che lo Stato inadempiente gli ha costretto a costruirsi abusivamente non avendogli dato la possibilità di farlo nella legalità e che oggi gli va a togliere e ad abbattere con la forza nonostante Franco e Gina abbiano pagato gli esosi oneri del Terzo condono che lo Stato ha incassato ben volentieri: assurdo! Con le nostre telecamere siamo andati a trovarli nella loro piccola e umile casa, sono distrutti, confusi e impauriti per l’imminente tragedia. “Sai, all’inizio sposati abbiamo avuto problemi, ha confessato Franco, poi, facendoci questa casa li abbiamo superati. Per noi questa casa è tutto”. “Noi, ha affermato Gina, abbiamo quattro bambini piccolini che ora hanno la febbre. E’ possibile che non si riesce a trovare una soluzione al problema? Ma siamo persone o animali? Ho tanta rabbia dentro ma ho perso tutte le forze ormai. Ci hanno definito delinquenti. Ma perché? Noi ci siamo costruiti la casa nella nostra proprietà, facendo sacrifici e stiamo ancora pagando i debiti. Non abbiamo mai messo le mani nelle tasche di nessuno e veniamo definiti delinquenti da chi semmai a Ischia ha la villa in cui viene a villeggiare per quindici giorni all’anno. Ci sbattono fuori dalla casa, ha continuato Gina, e non ci danno neppure un’alternativa dove potere andare. Sai qual è la cosa che mi fa più rabbia? E’ che in tutto questo non posso nemmeno piangere per non far soffrire i miei figli. Non so cosa dire sinceramente, non abbiamo futuro, con la casa ci tolgono tutto”.
Dopo lo sfogo, a un certo punto Gina è crollata cedendo definitivamente all’emozione e col volto coperto dalle lacrime ripeteva di aver paura per l’imminente tragedia. Inizialmente siamo stati combattuti se mostrare o meno il volto di questa giovane mamma lacerato dalla sofferenza. Poi abbiamo deciso di mostrare il viso teso e lacrimante di Gina affinché i responsabili politici di centrodestra e di centrosinistra di questa immane tragedia sociale possano rendersi conto di quanto male stiano causando con il loro complice immobilismo a gente semplice e onesta come la famiglia Napolano. Le lacrime di Gina pesino come macigni sulle coscienze sporche di quei politici che pur avendo la possibilità di fermare le ruspe e nonostante lo avessero promesso, continuano a consentire le demolizioni delle case dei poveri cristi non approvando un decreto legge che dia la possibilità alle famiglie lavoratrici di poter sanare l’abuso di necessità. La mamma di Franco, nonna dei quattro bambini della giovane coppia, è angosciata. “E’ un’ingiustizia, ha esordito, che vengono abbattute soltanto le case della povera gente e non hanno nulla”. Poi rivolta al Sindaco di Forio ha proseguito: “Caro Franco Regine tu sei medico e se a me viene il mal d’orecchio devi provvedere tu a darmi la medicina giusta per farmi guarire. Per gli abbattimenti la medicina la dovevate trovare voi sindaci e risolvere il problema. Noi vi abbiamo dato i voti e siamo solo vittime”.
Domenico Savio, a poche ore dall’abbattimento, per portare la solidarietà a tutta la famiglia Napolano si è recato presso l’umile abitazione di Franco e Gina da dove ha duramente attaccato lo Stato disumano. “Lo Stato capitalistico, lo Stato dei potenti, lo Stato dei padroni, col suo potere politico di centrodestra e di centrosinistra, ha attaccato Savio, non ha avvertito il dovere di dare a questa famiglia una casa dignitosa ne tantomeno gli ha dato la possibilità di potersela costruirsela nella legalità e quando questi lavoratori l’hanno realizzata coi sacrifici di cui dicevo prima, ecco che lo Stato interviene dall’alto della sua autorità, della sua malvagità, della sua violenza, della sua disumanità ad abbattergliela con le Forze dell’Ordine. E’ una disumanità senza fine. Responsabile di questa tragedia è il potere politico, i partiti del potere politico a tutti i livelli. Nella nostra Isola i responsabili sono i Sindaci e le Amministrazioni comunali che prima non hanno messo in condizione i cittadini di poter costruire nella legalità la propria casa e oggi danno una mano allo Stato massacratore per abbattergliela. Il Sindaco di Forio, ha concluso Savio, ha chiesto i fondi per l’abbattimento alla Cassa Deposito e Prestiti e Franco Regine aveva dalla sua parte anche delle Leggi per non chiedere il fondo per demolire la casa di questa famiglia lavoratrice”.
A questo punto Domenico Savio, rivolto ai Magistrati, ha dichiarato: “Voglio dire alla Magistratura che per essere dei grandi Magistrati non basta applicare la legge alla lettera ma essendo comprensivi e sensibili verso i bisogni in modo particolare di chi vive del proprio lavoro, noi siamo convinti che tra le pieghe delle leggi anche ingiuste è possibile essere poter tener presente il dramma che comporta l’abbattimento dell’unica casa che si possiede”.

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di redazione
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