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Ischia, donna disperata :" Voglio suicidarmi" -video


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Ischia, donna disperata :' Voglio suicidarmi' -video
14/11/2013, 14:33

Continua a tenere banco il dramma sociale di Elisabeth, la donna vedova, povera, sola e disoccupata a cui tra pochi giorni lo Stato, sotto i colpi delle disumane ruspe, le abbatterà la casetta di appena 20 mq. Una casetta talmente piccola che per dormire Elisabeth è costretta ad aprire una brandina nel cucinino. E come abbiamo avuto già modo di ripetere, se vivessimo in una società degna di poter essere definita civile, lo Stato, anziché recarsi in via Morea per abbattere quattro misere mura, si recherebbe da Elisabeth per costruirle una camera da letto decente dandole, così, una maggiore dignità esistenziale. E invece lo Stato sta per schiacciare sotto i colpi di una pala meccanica i sogni di un’intera esistenza e con essi il diritto alla casa di una donna destinata a diventare una nuova clochard dei giorni nostri: che vergogna. Ci siamo recati in via Morea dove abbiamo trovato Elisabeth sconvolta per quanto sta per succederle e dichiarare, con le lacrime agli occhi, persino di aver pensato di andare a suicidarsi in Muncipio. La disperazione di Elisabeth rappresenta  un duro atto di accusa soprattutto verso quel potere politico di centro, centrodestra e centrosinistra che per anni, attraverso i suoi rappresentanti locali e nazionali, ha strumentalizzando la tragedia degli abbattimenti al solo scopo di accalappiare voti. E pensare che ieri un operaio si era recato a casa sua per staccarle l’acqua in attesa della demolizione. Una cosa inverosimile se si pensa che un bene primario come l’acqua non si nega neppure ad una bestia. In ogni caso per il momento l’acqua non è stata ancora staccata. Presso la casa di Elisabeth si è recato anche Domenico Savio, Segretario generale del Partito Comunista Italiano Marista-Leninista il quale, oltre ad attaccare il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio e i Deputati e Senatori della Repubblica, ha chiesto con forza all’Amministrazione comunale di Procida di non procedere all’abbattimento della casetta di via Morea. “Sembra incredibile – ha dichiarato Domenico Savio - che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il Presidente del Consiglio Enrico Letta e i suoi Ministri, Deputati e Senatori agiscano con una simile crudeltà politica nel senso che non risolvano questo  dramma sociale. Queste sono persone dalla pancia piena, da ventimila euro di stipendio al mese, privilegi e dalla pensione d’oro. Gente che non ha la coscienza e la sensibilità di pensare ai bisogni del popolo che soffre. Noi riteniamo che in questa triste e disumana storia non solo le popolazioni di Procida e di Ischia, ma l’intera classe lavoratrice italiana dovrebbe esprimere solidarietà umana, fraterna e di classe alla signora Elisabeth, dovrebbe venire qui ad esprimerle vicinanza e condivisione del dramma che sta vivendo con l’abbattimento della casupola di soli 20 mq. Sarebbe un gesto dal valore rivoluzionario e di forte disobbedienza civile. Se siamo ancora qui a denunciare simili tragedie è perché il popolo dell’abusivismo di necessità si è fatto strumentalizzare e ingannare dal centrodestra berlusconiano e reprimere nel proprio diritto alla casa dal centrosinistra. Purtroppo la base dei movimenti non ha avuto la capacità e la forza di ascoltarci e di impegnarsi per un movimento di lotta che potesse dare qualche risultato. Movimento che oggi alla sconfitta preannunciata risponde con un altro male, il disinteresse e la dissociazione dalla lotta. Noi siamo sempre pronti a dirigere un movimento di lotta che processi e combatta l’intero potere istituzionale e partitico oggi esistente in Italia. Per Elisabeth chiediamo con forza all’Amministrazione comunale di Procida di non procedere all’abbattimento della sua casetta. In ogni caso a questa povera donna sia tempestivamente garantita un’abitazione alternativa e dignitosa per il resto della sua esistenza. Il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista continuerà con ogni possibile iniziativa per difendere i diritti sociali essenziali delle masse lavoratrici e popolari”. Intanto i cittadini di Procida hanno deciso di  non lasciare sola Elisabeth con cui solidarizzano concretamente recandosi a casa sua per farle compagnia. La speranza, naturalmente, è quella che dinanzi a questo dramma, qualche uomo delle istituzioni possa passarsi la mano sulla coscienza ed evitare l’ennesima tragedia a questa povera donna

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di Redazione
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