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Ischia, sfratto casa famiglia: intervista esclusiva al sindaco di Barano



Ischia, sfratto casa famiglia: intervista esclusiva al sindaco di Barano
24/06/2010, 11:06

Ha scatenato violente polemiche sull'isola d'Ischia e indignato non poco, il trasferimento a Napoli della donna "sfrattata" assieme ai suoi amici da "Villa Fasolara" la psico "casa-famiglia" sequestrata nei giorni scorsi nel Comune di Ischia. Le immagini delle buste dell'immondizia utilizzate come valige e nelle quali la signora rovistava tra i suoi indumenti, hanno fatto il giro d'Italia. Organi di stampa e social network hanno fatto a gara a chi riusciva di più a esprimere solidarietà alla donna che chiedeva di restare sulla sua Isola natia e che non voleva ritornare sulla Terraferma lontana dai suoi amici e dal suo ambiente, da quella casa-famiglia in cui aveva fatto registrare notevoli miglioramenti. Quello che ha amareggiato e non poco l'opinione pubblica è stato dover assistere al trasferimento a Napoli di una nostra concittadina con problemi psichici dopo che per anni si è lottato affinché questi nostri fratelli potessero essere curati sulla nostra Isola. E' stata una sensazione di sconfitta collettiva difficilmente digeribile.
La cosa che preoccupa di più è la sensazione che con il pretesto del sequestro di "Villa Fasolara", il potere politico regionale e l'ASL vogliano ridimensionare il Centro di Salute Mentale e le "Case-famiglia" ad esso collegate e che sino a questo momento hanno rappresentato, grazie all'abnegazione e alla professionalità di tutti i medici e di tutti gli operatori del Centro di Salute mentale, un fiore all'occhiello della sanità isolana. C'è stata una reazione dura perché si è avuta la sensazione che il reparto di salute mentale sulla nostra Isola possa avviarsi verso un ridimensionamento. Qual è il segnale di questa triste ipotesi? E' il fatto che sia l'ASL, sia il potere politico locale e regionale siano rimasti totalmente indifferenti verso la chiusura di "Villa Fasolara" e che nulla abbiano fatto per evitare che la prima utente venisse trasferita a Napoli nonostante il Sindaco di Barano, il Dott. Paolino Buono, si fosse immediatamente reso disponibile ad autorizzare il loro trasferimento a "Villa Orizzonte" se ci fosse stato l'ok dell'ASL. "Villa Orizzonte" che al momento ospita dieci utenti ma che ne potrebbe ospitare cinque in più.
A questo punto ci chiediamo stupiti: perché la donna "sfrattata" con i suoi amici è stata frettolosamente trasferita in terraferma e non si è valutata la possibilità di sistemarla assieme agli altri a "Villa Orizzonte" come auspicato dal Sindaco Paolino Buono? Risposte, queste, che ci attendiamo e presto da chi di dovere. Una cosa è certa: gli isolani devono vigilare e attentamente affinché nel tempo il reparto di igiene mentale dell'isola d'Ischia non venga ridimensionato perché rappresenta una delle conquiste più importanti in campo sanitario per le popolazioni dell'isola d'Ischia. Noi Dirigenti del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, di sicuro non accetteremo un solo passo indietro in tal senso.

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di Gennaro Savio
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