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Ischia, speculazione edilizia: sbarcano le ruspe di stato


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Ischia, speculazione edilizia: sbarcano le ruspe di stato
13/07/2013, 12:55

ISCHIA - Non si fermano le odiose e disumane ruspe di Stato che da anni in Campania, a fronte di un pauroso fenomeno di abusivismo edilizio legato ai palazzinari e alla malavita, anziché abbattere i manufatti della grossa speculazione edilizia affaristica e camorristica, continuano a demolire le abitazioni della povera gente costretta nei decenni passati a costruirsi un morso di casa abusivamente per la mancanza di strumenti urbanistici che potessero dare a tutti la possibilità di costruire nella legalità. Strumenti urbanistici che la politica a tutti i livelli istituzionali non ha avuto interesse a creare affinché nei nostri territori, attorno all’abusivismo edilizio, si potesse sviluppare l’ignobile fenomeno del clientelismo politico ed elettorale e quel voto di scambio che in tutto il sud Italia ha consentito a personaggi politici di tutti i partiti di rimanere incollati ininterrottamente per decenni alle poltrone del potere. E così nel pieno della stagione turistica, quando cioè l’isola Verde è letteralmente invasa da turisti in cerca di benessere e riposo, a Ischia sono nuovamente sbarcati i cingolati di Stato e si sono riviste le strade presidiate dalle Forze dell’Ordine. Scene che stridono e non poco con l‘estrema  tranquillità che da sempre caratterizza l’isola Verde. Questa volta ad andare giù sarà il balcone e il sottostante piccolo deposito della casa di Giovan Giuseppe Fiore umile lavoratore affetto dal morbo di Parkinson. E stappano le lacrime le dichiarazioni che la moglie Rosa ci ha reso in esclusiva dopo aver insistito affinché entrassimo in casa per incontrare il marito Giovan Giuseppe riverso su di una sedia in condizioni di salute a dir poco gravi. Bisogna sottolineare che la casa di Giovan Giuseppe sorge a Fondobosso, in via Montetignuso, a poche centinaia di metri dal centro storico del Comune di Ischia, una zona ormai da decenni residenziale a tutti gli effetti e dove le Istituzioni dello Stato vi hanno realizzato e costruito di tutto tra cui il Palazzetto dello Sport, lo Stadio “Enzo Mazzella”, la scuola materna, l’Alberghiero e la Caserma della Finanza. Vorremmo comprendere dallo Stato italiano, cose ne guadagnerà la zona di Fondobosso dal punto di vista ambientale quando sarà demolito questo balcone? Ci si rende conto di quanto male si sta facendo all’ennesima umile famiglia campana e in modo particolare a nonno Giovan Giuseppe che si vedrà demolito l’unico balcone della sua casa? Ci sarà qualcuno che in queste ore si possa passare la mano sulla coscienza ed evitare a questo nonno anziano e malato l’ennesima pugnalata al cuore da parte di uno Stato che continua a fare il forte coi deboli e il debole coi forti? Staremo a vedere. Intanto la cosa vergognosa è che negli ultimi anni i partiti come il PD e il PDL e i loro dirigenti politici locali, regionali e governativi anziché risolvere il problema come chiesto da anni dal Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista guidato da Domenico Savio, nelle varie campagne elettorali hanno solo vergognosamente strumentalizzato questa autentica tragedia sociale.  E chi non ricorda in tal senso le promesse dei candidati del Partito Democratico o quelle fatte direttamente da Silvio Berlusconi, Mara Carfagna ed altri. Personaggi, questi, che purtroppo hanno continuato ad avere il voto da una parte consistente di quelle famiglie a cui la casa è stata abbattuta e da quelle la cui abitazione sarà demolita prossimamente se il Parlamento non approverà una legge con cui si tuteleranno le case di necessità e si abbatterà finalmente la speculazione edilizia e affaristica.

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di Redazione
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