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Lo dice una ricerca, appena il 40% apre alla multietnicità

Italia è un Paese di giovani xenofobi


Italia è un Paese di giovani xenofobi
19/02/2010, 19:02

ROMA - Viviamo in un Paese poco aperto all’integrazione. In tanti lo pensano, ora sono i numeri a confermarlo. Lo studio è stato promosso dalla Conferenza delle assemblee delle Regioni nell'ambito delle iniziative dell'Osservatorio della Camera sui fenomeni di xenofobia e razzismo, da poco istituito e coordinato dai vice presidenti di Montecitorio, Rosy Bindi e Maurizio Lupi. Fa riflettere il quadro che esce dall'indagine «Io e gli altri: i giovani italiani nel vortice dei cambiamenti» presentato alla Camera. Il 45,8% degli under 30 dichiara verso gli stranieri atteggiamenti di chiusura, che per un 20% sfociano in xenofobia, mentre l'asticella di quanti manifestano apertura si ferma al 40%. E su Facebook sono mille i gruppi razzisti. La ricerca è stata fatta su un campione di duemila giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni. Numeri che fanno pensare a un’Italia xenofoba fatta di giovani che non amano la propria terra, ma non ci tengono a dividerla con altre etnie. “Quel che ne esce è un quadro composito, frutto di un mix di insicurezza e paura”, ha commentato il presidente della Camera Gianfranco Fini. Paura, ha detto, che, sempre secondo Fini, nasce dalla crisi economica, dal timore che il futuro possa essere peggio del presente. Ma quel 63% che è consapevole che nel Paese il razzismo è aumentato non ha certo guardato alla crisi. La xenofobia dei giovani sembra avere degli obbiettivi precisi: romeni, rom e albanesi. “Solo”  il 10,7%  allarga il suo rifiuto a tutti, eccetto europei e italiani. E solo in tal caso, forse, si può parlare di paura dettata dalla crisi. L'identikit del giovane xenofobo è diverso. Si tratta di una persona che ostenta superiorità, omofobico e antisemita, convinto dell'inferiorità delle donne e usa internet come megafono. «Su Facebook - spiega il direttore di Swg, Enzo Risso - abbiamo contato un centinaio di gruppi anti musulmani, 350 anti immigrati, 400 anti terroni e napoletani e 300 anti zingari». Qualcuno crede che la politica non c'entri nulla con tutto questo?

 

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di Salvatore Formisano
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