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Ogni 24 ore dimentica il suo passato: è un incubo per lei

Jess Lyndon, la ragazza senza ricordi e senza passato


Jess Lyndon, la ragazza senza ricordi e senza passato
23/02/2012, 22:02

WALSGRAVE - Sembra la trama di un film eppure è la realtà, nonostante la sua storia abbia davvero dell’incredibile: ogni 24 ore dimentica il suo passato. È questa la triste storia di Jess Lyndon, una 19enne inglese di Walsgrave, nel West Midlans, affetta da una rarissima malattia, detta       “ sindrome di Susac” e scoperta alla fine degli anni Settanta, talmente rara che ad oggi ne sono riconosciuti solo 250 casi in tutto il mondo.
E’ una patologia che si manifesta senza preavviso e colpisce prevalentemente giovani donne tra i 20 e i 40 anni, per poi sparire all’improvviso, dopo diversi mesi o addirittura un anno dalla sua comparsa. Ma le tracce del suo passaggio restano ben visibili: danni neuronali, riduzione o persino perdita della vista e dell’udito, vertigini e problemi di equilibrio, oltre a difficoltà di circolazione del sangue, che fa fatica a fluire. Così, da un giorno all’altro Jess si è vista costretta a cambiare radicalmente la sua vita: ha abbandonato il college e vive con la madre, ormai incapace di gestirsi autonomamente. Un vero e proprio incubo per la giovane 19enne. Non solo non ricorda più i compleanni passati, ma è stata privata anche della memoria di sua nonna, a cui era profondamente legata: aveva preso parte al suo funerale l’anno scorso, ma ormai della cerimonia, nella sua mente, non v’è più alcuna traccia. I volti degli amici non le dicono più nulla, non ricorda nemmeno il nome del suo ex fidanzato né che la sua migliore amica è incinta; non può più coltivare la sua passione per la recitazione né per la pittura. La giovane è ora sotto terapia steroidea ma, in attesa che la sindrome sparisca, ora ha il terrore di perdere il proprio lavoro presso una sala bingo, dato che ha difficoltà addirittura a restare in piedi. Ha smesso anche di uscire di casa per paura di non riuscire a ricordare la strada e ora non le resta  che rimanere prigioniera della casa. 

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di Erika Noschese
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