Cronaca / Sesso

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Il romeno resterà a Roma per cercare lavoro

Karol Racz torna uomo libero e si racconta a Porta a Porta


Karol Racz torna uomo libero e si racconta a Porta a Porta
24/03/2009, 23:03

“Alla Caffarella non sono mai stato, non so dove sia quel parco. Non so perché (Loyos, ndr) mi ha accusato, noi siamo sempre stati amici”. Sono le prime dichiarazioni di Karol Racz da uomo libero, fatte nella puntata di questa sera a Porta a Porta. 

Il romeno è di nuovo libero, e pronto a lasciarsi alle spalle quello che potrebbe diventare solamente un brutto incubo da dimenticare. Il romeno 36enne ha lasciato Regina Coeli dopo 34 giorni di detenzione. La decisione è arrivata dal tribunale del Riesame, che ieri ha firmato il documento che per ‘faccia da pugile’ è valso la riconquista della libertà: insufficienti le prove contro di lui, più che sufficienti quelle che invece lo scagionavano.

Racz è uscito dal carcere insieme a Lorenzo La Marca, il suo legale, accompagnato dagli agenti penitenziari, diretto verso la Mercedes grigia che lo stava aspettando. Sorrideva. Il tribunale del Riesame ieri mattina ha annullato l’ordinanza di custodia emessa nei suoi confronti il 4 marzo scorso per i fatti di Primavalle del 21 gennaio scorso, quando una 41enne venne stuprata. Gli esami del Dna lo avevano già scagionato, ma Racz era rimasto ancora dietro le sbarre. Ieri, alle 19.40, camicia bianca a righe celesti e un giubbotto blu, ha fatto i primi passi verso la libertà che gli spettava di diritto.

E’ la fine di un calvario durato oltre un mese, in cui Racz, “il più fesso del campo”, si è visto cadere il mondo addosso. Prima chiamato in causa da Alexandru Isztoika Loyos come correo per lo stupro di San Valentino, poi scagionato. Quindi, di nuovo arrestato per l’episodio di Primavalle, con la 41enne che, vedendo le sue foto durante un precedente incidente probatorio, aveva dichiarato che il colpevole assomigliava a Racz ma di non essere sicura che si trattasse effettivamente di lui. Poi, altri esami del Dna e di nuovo il 36enne è stato scagionato. Adesso il romeno non vuole fare altro che lasciarsi alle spalle quel periodo. Ha intenzione di restare a Roma, cercando un lavoro come pasticciere o fornaio, settori in cui ha già delle esperienze.

Soddisfatto Lorenzo La Marca, che ha sempre creduto che il suo assistito sarebbe stato rilasciato. La prossima mossa adesso sarà quella di richiedere il risarcimento dei danni per ingiusta detenzione. Per settimane infatti Racz è stato in galera da innocente, mentre nel mondo fuori la sua faccia finiva su tutti i giornali come uno dei due mostri che avevano rapinato una coppia di fidanzatini nel parco della Caffarella, abusando poi sessualmente della ragazza, appena quattordicenne.

La 41enne stuprata a Primavalle, però, adesso ha paura. Il suo difensore, il penalista Stefano Radicioni, ha ribadito che la sua assistita non ha mai cambiato versione e che la donna ora teme per la propria incolumità. In merito al dubbio espresso dalla 41enne, Radicioni ha spiegato che la donna “ha solo dett in alcune occasioni che non era sicura al 100% di Racz. Dire di non essere certi al 100% non significa che non lo si sia al 99%, con un piccolo margine di dubbio”.

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di Nico Falco
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