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A tutta birra!

La bionda bevanda riduce il rischio di malattie cardiovascolari


La bionda bevanda riduce il rischio di malattie cardiovascolari
15/11/2011, 14:11

Uno studio ad opera dei laboratori della Fondazione di Ricerca e Cura "Giovanni Paolo II" di Campobasso, pubblicato sull''European Journal of Epidemiology' dimostra che la birra può produrre gli stessi effetti positivi del vino sulla salute del cuore. Gli studiosi hanno raccolto dati su 200mila persone valutando gli effetti dell'alcol sul sistema cardiovascolare: un consumo moderato di vino (circa due bicchieri al giorno per gli uomini e uno per le donne) ha infatti dimostrato di poter ridurre il rischio di malattie cardiovascolari fino al 31 per cento, rispetto alla totale astinenza. Ma la letteratura scientifica avvalora la stessi tesi anche per la birra: per la prima volta si e' mostrato un effetto protettivo di questa bevanda che e' risultato massimo quando se ne consuma poco più di mezzo litro al giorno, con un contenuto alcolico del 5 per cento. Il merito di queste benefiche virtù sembra imputabile a polifenoli e flavonoidi, sostanze lautamente contenute dalla “bionda spumeggiante” insieme a sali minerali come fosforo, magnesio, potassio, silicio e vitamine del gruppo B. Bere moderatamente birra comporta una diminuzione della concentrazione di due proteine infiammatorie responsabili dei rischi di malattie cardiache. Queste due proteine sono la proteina C-reattiva (CRP), che appunto promuove la reazione infiammatoria, e il fibrinogeno, che contribuisce alla formazione di coaguli. L'aumento anche modesto dei livelli di CRP porta all'indurimento delle pareti arteriose mentre un incremento di fibrinogeno può aumentare il rischio di infarto del miocardio. Lo studio si è basato sulla misurazione dei livelli di queste proteine in un gruppo di adulti che hanno alternato un periodo di consumo di birra ad un altro in cui hanno assunto solo bevande analcoliche. Grazie alla birra non solo risultano diminuiti i livelli di CRP e di fibrinogeno, ma aumenta anche la concentrazione di HDL che rappresentano il cosiddetto "colesterolo buono". E la lista dei pregi non si è ancora esaurita. Forse non tutte le donne sanno che la birra può essere una fedele alleata nei disturbi legati alla menopausa poiché il magnesio in essa contenuta allevia la stanchezza e fitoestrogeni ed ormoni vegetali contribuiscono ad alleviarne i disturbi. E’ indispensabile però precisare che ogni forma di consumo eccessivo vanifica quanto finora espresso. Senza contare che chi è a dieta, per esempio, non può non considerare che una sola bottiglia di birra può apportare dalle 75 alle 90 calorie e che l’anidride carbonica favorisce inevitabilmente la dilatazione dello stomaco. Parola di Homer Simpson!

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di Rosa Vetrone
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