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Sconcertante annuncio di lavoro del Ministero del Turismo

La Brambilla ha bisogno di traduttori, ma li vuole sottopagati


La Brambilla ha bisogno di traduttori, ma li vuole sottopagati
12/02/2010, 09:02

ROMA - Uno dei grandi flop del Ministero del Turismo (anche quando era ancora un Sottosegretariato) è stato il sito italia.it: abbastanza povero di contenuti, molto costoso, graficamente scadente. E soprattutto, nelle parti tradotte nelle varie lingue, pieno di errori e strafalcioni. Così per porvi rimedio, il Ministero ha messo un annuncio per la ricerca di nuovi traduttori, così concepito: "Gentili Traduttori, stiamo ricercando nuovi collaboratori da inserire in un progetto di traduzione del ministero del turismo. L'ente ci sta inviando e ci invierà per tutto il 2010 materiale del sito www.italia.it da tradurre in inglese, francese, tedesco e spagnolo. La "cartella" dettata dal ministero è di 2600 caratteri e il prezzo è di 9 euro lordi con pagamento a 90 giorni".
L'annuncio però ha destato l'ira dei traduttori professionisti che hanno risposto con una lettera sottoscritta da ben 1160 persone: "Gradiremmo sapere, in quanto membri di una categoria di liberi professionisti, se quanto indicato nell'annuncio, in merito a tariffe e condizioni di pagamento. corrisponde a verità. Un traduttore professionista che faccia bene il suo mestiere - prosegue la lettera - traduce fino a un massimo di 10-12 cartelle da 1500 caratteri al giorno, equivalenti a circa 6-7 cartelle da 2600 caratteri. Quella proposta corrisponde, quindi, a una tariffa massima di 54-63 euro lordi al giorno, pari in media a 25-30 euro, al netto di contributi previdenziali e imposte. In altre parole, 9 euro lordi a cartella da 2600 caratteri corrispondono, a parità di potere d'acquisto, alla paga giornaliera di un operaio in uno sweatshop indonesiano. Una tariffa minima congrua allo sforzo e alla qualità richiesta dovrebbe essere di gran lunga più elevata. Il compenso proposto è, per farla breve, assolutamente inaccettabile e mortificante per la nostra già bistrattata professione. Se le tariffe che offre il Ministero ai suoi traduttori sono queste, non meraviglia che il sito
www.italia.it sia pieno di strafalcioni grossolani e imbarazzanti, che danno una pessima immagine del nostro Paese nel mondo. Ci chiediamo se l'immagine dell'Italia all'estero e la valorizzazione delle sue risorse umane non valgano forse un investimento più allineato con il tipo di servizio richiesto e il suo campo di applicazione".
E come dar loro torto? Per diventare un traduttore professionista bisogna studiare molto ed impegnarsi seriamente per molti anni. Se poi le tariffe devono essere equivalenti a quelle di un impiegato appena assunto, ovvio che non c'è alcun incentivo ad accettare certi lavori.

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di Antonio Rispoli
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