Cronaca / Sangue

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La Gip aveva convalidato l'arresto di Marco Ricci

La camorra alza il tiro: a fuoco l'auto di un magistrato


La camorra alza il tiro: a fuoco l'auto di un magistrato
11/07/2009, 21:07

E’ stata incendiata l’automobile della Gip che, pochi giorni fa, aveva convalidato l’arresto di Marco Ricci, il giovane che secondo gli inquirenti ha fatto parte del commando che ha messo a segno il raid del 26 maggio scorso a Montesanto, che costò la vita a un giovane musicista da strada romeno. La prossima settimana il prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, valuterà la richiesta di una tutela per il magistrato nel corso del comitato per l’ordine e la sicurezza: con tutta probabilità le verrà assegnata una scorta. Gli inquirenti non hanno dubbi che l’incendio dell’automobile sia di tipo doloso, mentre è quasi certo che si tratti di una risposta della camorra per intimidire il magistrato che, oltre alla decisione di convalidare l’arresto di Marco Ricci, si sarebbe esposto in più occasioni a ritorsioni da parte della criminalità organizzata.

La sparatoria di maggio, secondo gli inquirenti, avvenne a causa delle mire espansionistiche del clan Sarno che, già attivo a Ponticelli, aveva esteso la propria zona di influenza anche ai Quartieri Spagnoli, accordandosi col clan Ricci. Si trattò, in sostanza, di una dimostrazione di potenza, un segnale indirizzato alle altre organizzazioni criminali con interesse sulla zona, come i Mariano, il cui capoclan, Marco Mariano, era stato da poco scarcerato. Per gli inquirenti l’obiettivo del raid era negozio di proprietà proprio di un affiliato dei Mariano. Nella circostanza, però, quello che doveva essere un segnale diventò qualcosa di estremamente più grave: i giovani, in sella agli scooter, sfrecciarono controsenso alla Pignasecca e, arrivati all’altezza della stazione della cumana, aprirono il fuoco con le mitragliette sparando ad altezza uomo. Un ragazzo di 14 anni rimase ferito ad una spalla. Petru Birladeanu, 33enne romeno, musicista di strada, venne colpito ad una gamba ed al torace mentre, insieme alla moglie e ad altre persone, cercava di raggiungere l’interno della stazione. Morì poco dopo, a ridosso dei tornelli.

Agli inizi di luglio fu arrestato Marco Ricci, figlio del boss Enrico, che insieme al fratello Gennaro, è ritenuto a capo del clan; per gli inquirenti avrebbe preso parte al raid, anche se non avrebbe materialmente premuto il grilletto. Marco Mariano è stato invece arrestato una settimana dopo, in un centro abbronzante a Fuorigrotta con alcuni parenti ed amici, tra i quali i figli del boss Ciro Perrella. Scarcerato a marzo, Mariano è stato fermato perché deve scontare un anno di reclusione in una casa lavoro.

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di Nico Falco
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