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Il caso rimandato al tribunale del riesame

La Cassazione grazia Callisto Tanzi: no all'arresto

Accolto il ricorso degli avvocati dell'ex patron di Parmalat

La Cassazione grazia Callisto Tanzi: no all'arresto
02/02/2011, 20:02

MILANO - Una piccola, grande vittoria per Callisto Tanzi ed i suoi legali, una grande sconfitta per tutti i risparmiatori frodati: la Quinta sezione penale della Cassazione, infatti, accogliendo il ricorso presentato dagli avvocati dall'ex numero uno della Parmalat, ha espresso parere negativo per l'arresto. La vicenda, così, viene rimandata al tribunale del Riesame di Milano e porta l'epilogo del lungo processo in direzione opposta rispetto a quanto stabilito dal Tribunale della Libertà di Milano lo scorso 27 settembre.

LA PROCURA CHIEDEVA L'ARRESTO
Dalla procura del capoluogo lombardo, come noto, era partita la richiesta di arresto a causa del rischio di fuga riscontrato dagli inquirenti. Ma il 73enne al quale è stato anche tolto il titolo di "Cavaliere del lavoro", resterà ai domiciliari e scamperà la galera. Tanzi deve però scontare 18 anni di reclusione stabiliti dal tribunale di Parma con l'accusa di bancarotta fraudolenta.
La decisione risale allo scorso 9 dicembre 2010 e conclude un ciclo di condanne partito il 18 dicembre 2008 e concretizzatosi con la sentenza della Corte d'Appello di Milano che stabiliva 10 anni di carcere per aggiotaggio. Per ora, però , Tanzi non trascorerrà nemmeno un giorno in carcere ed attenderà il pronunciamento del tribunale del Riesame godendo degli arresti domiciliari. Lo stesso tribunale, però, aveva già stabilito che l'ex patron della Parmalat possedeva il denaro necessario per sostenere una lunga latitanza e sottrarsi dunque alla giusta condanna decisa dai giudici.

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di Germano Milite
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