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Anche l'Avvenire contro la legge approvata ieri alla Camera

La Cei: "Questa non è una legge per un 'processo breve'"


La Cei: 'Questa non è una legge per un 'processo breve''
14/04/2011, 09:04

ROMA - Non è solo l'opposizione a contestare l'opportunità di approvare la pessima legge definita "processo breve". Anche l'Avvenire, il quotidiano della Cei si esprime in termini negativi, in un editoriale pubblicato oggi.
In esso viene specificato che questo non va chiamato "processo breve, in quanto di breve non vi è proprio nulla. E poi continua: "Al di là delle partigianerie, i nodi della giustizia non saranno sciolti. Perchè tra i nodi della giustizia non vanno intesi le urgenze del Presidente del consiglio di risolvere i propri guai con taluni dei magistrati di Milano". E poi continua: "Tuttavia sarebbe meglio chiedersi  a che cosa non servirà questa legge definita solo per convenzione sul 'processo breve'. Perchè la risposta, purtroppo, è che non servirà affatto ad accorciare i tempi dei processi.  Come tutti i testi analoghi già presentati in passato, si limiterà alla fotografia e non alla cura del male. Perchè di volta in volta si potrà soltanto prendere atto del fallimento di uno stato che non garantisce in tempi ragionevoli ai processi di arrivare a sentenza".
Insomma, una stroncatura a tutto campo, anche se l'editoriale, ammette che possono essere considerate vere sia le considerazioni e le affermazioni fatte dalla maggioranza a sostegno della legge, che quelle dell'opposizione di senso contrario.

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di Antonio Rispoli
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