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Sarà istituito un registro separato per le coppie di fatto

La città di Milano dice “si” alle Unioni civili

Riunione fiume a Palazzo Marino, ma il Consiglio approva

La città di Milano dice “si” alle Unioni civili
27/07/2012, 13:38

MILANO - La città di Milano dice “si” alle Unioni civili. Non è stato un iter di approvazione facile, ma alla fine il Consiglio comunale, dopo una riunione fiume, durata circa 12 ore, ha dato il via libera alla delibera che istituisce il Registro separato che riconosce le coppie di fatto, siano esse etero o gay: erano le 3:40 della scorsa notte quando, con 27 voti favorevoli, 7 contrari e 4 astenuti, il provvedimento ha ottenuto l’ok definitivo, con tanto di entusiasmo da parte di chi, in questi ultimi giorni di accesa polemica, si è battuto per garantire maggiori diritti a tutti. “Da oggi a Milano ci sono più diritti”, ha infatti commentato il sindaco, Giuliano Pisapia, al termine della seduta notturna a Palazzo Marino.

Il testo approvato è stato modificato rispetto all’originale e il risultato ottenuto è stato frutto di un lavoro di mediazione tra laici e cattolici: il termine “famiglia anagrafica” è stato sostituito con “Unione civile”, per “rimarcare la differenza tra coppie di fatto e famiglia tradizionale”. E nel definire le Unioni civili, il passaggio “insieme di persone legate da vincoli affettivi” è stato sostituito con “due persone legate da vincoli affettivi”, per “evitare il rischio di poligamia”. Si è arrivati così a un registro diverso da quello della famiglia anagrafica, ma ad esso collegato, che istituisce presso l’anagrafe un registro separato, specificatamente dedicato alle Unioni civili (verrà rilasciato un attestato a chi si iscrive), agganciato alla normativa statale che disciplina la famiglia anagrafica. Per potersi iscrivere al registro, quindi, bisognerà prima essere iscritti alla stessa residenza all’interno della stessa famiglia anagrafica.

Al di là dei numeri e delle polemiche susseguitesi, ciò che resta è il valore del risultato: l’obiettivo è quello di superare situazioni di discriminazione e favorire l’integrazione delle Unioni civili nel contesto sociale, culturale ed economico del territorio. E da oggi anche la città di Milano può dirsi un passo avanti.

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di Redazione
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