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Ancora una volta, ci si piega alle loro imposizioni

La Comunità ebraica ordina all'università la censura di un convegno


La Comunità ebraica ordina all'università la censura di un convegno
09/10/2019, 10:08

MILANO - Un incontro organizzato da tempo, per permettere a Miko Peled di parlare della situazione in Israele. Chi è Miko Peled? Nato in Israele - ma vive negli Usa - è il figlio di un famoso generale israeliano. Nella sua vita ha visto tantissimi casi di violenza contro i palestinesi (e anche episodi di violenza palestinese contro i propri parenti), sia quanto era nell'esercito che dopo che ne è uscito, che ne è rimasto sconvolto. E da anni denuncia questa violenza in incontri pubblici, denuncia il fatto che l'esercito israeliano sia razzista e che il suo Paese pratica l'apartheid "come la Germania nazista o il Sudafrica degli anni '90. Proprio per questo dà fastidio: denuncia i fatti che ha visto, che ha vissuto, è difficile dirgli "antisemita", visto che è israeliano. 

E allora la Comunità ebraica preferisce impedire che parli. Come dimostra la lettera mandata alla Università Statale di Milano, dove oggi Peled doveva parlare. Una lettera in cui si bolla l'oratore come "disinformatore propal" (dove "propal", nel loro linguaggio, sarebbe "pro Palestina". Hanno talmente odio verso i palestinesi che non ne pronunciano neanche l'origine, ndr), si accusa l'università di aver organizzato l'incontro senza contraddittorio (ma sono loro a non aver voluto mandare nessuno) e si ordina quindi ad Elio Franzini "di intervenire, nel suo ruolo di Rettore, annullando tale evento". Aggiungendo, a mo' di sfotto': "In un Paese che si dice e si vuole civile, come il nostro, è giusto attendersi ben altro da una storica università". In realtà, in un Paese civile nessuno si sognereebbe di censurare chicchessia, anche quando dice cose scomode. Superfluo dire che il Rettore ha risposto: "Signorsì, agli ordini" e ha annullato l'incontro. Che però gli organizzatori cercheranno di tenere lo stesso, magari utilizzando qualche spazio pubblico all'interno o nelle vicinanze dell'Università. 

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di Antonio Rispoli
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