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Vi si erano opposti diverse regioni

La Consulta boccia il decreto sulle centrali nucleari


La Consulta boccia il decreto sulle centrali nucleari
18/06/2010, 13:06

ROMA - Disintegrato senza possibilità di scampo: questa è stata la fine che ha fatto il decreto legge numero 78 del primo luglio 2009, il primo atto legislativo del nostro governo per la costruzioni di centrali nucleari. Il punto focale della legge era l'articolo 4, che la Consulta ha cancellato in quanto incostituzionale. A sollevare la questione erano state Umbria, Toscana, Emilia-Romagna e la Provincia autonoma di Trento, quest'ultima in quanto, appunto, dotata di particolari autonomie.
Secondo la consulta, il punto centrale sta in due decisioni: quella di usare il decreto legge e quella di affidare a privati la costruzione delle centrali. Infatti, se è stato fatto un decreto, dice la Corte Costituzionale, questo significa che ci vuole un provvedimento urgente; ma questa urgenza come si concilia con i capitali dei privati, che sono incerti per definizione? Infatti una azienda invese se vuole e quando le fa comodo, non al comando di un decreto legge. E d'altronde, se ci sono ragioni di urgenza, chi meglio delle Regioni ha competenza e mezzi per eseguire i lavori di costruzione delle centrali?
Ma questo vale solo per uno dei ricorsi presentati, dall'Umbria, dalla Toscana e dall'Emilia Romagna. Gli altri non sono stati neanche esaminati, in quanto comunque afferivano all'articolo 4 che non può essere dichiarato incostituzionale più di una volta.

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di Antonio Rispoli
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