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Respinto il ricorso del governo e dell'ANAS

La Corte dei Conti conferma: niente pedaggio sul GRA


La Corte dei Conti conferma: niente pedaggio sul GRA
01/09/2010, 11:09

ROMA - Niente pedaggi sul Grande Raccordo Anulare, come invece aveva deciso il governo nella manovra finanziaria da 24 miliardi approvata a luglio. Lo conferma il Consiglio di Stato, respingendo il ricorso presentato dal Governo e dall'Anas contro la sentenza di primo grado del Tar di Roma. Già lo scorso 3 agosto il Consiglio di Stato aveva ritenuto che fosse giusto non riscuotere il pedaggio, rispettando la sentenza del Tar; ed oggi riconferma quella stessa sentenza. Il sovraprezzo veniva riscosso da una serie di caselli: Roma nord, Fiano Romano, Roma est, Lunghezza, Settecamini, Ponte di Nona, Roma sud, Roma ovest, Maccarese Fregene, Nocera, Cava de Tirreni, San Gregorio, Buonfornello, Mercato S. Severino, Avellino est, Firenze-Certosa, Valdichiana, Ferrara sud, Benevento, Falchera, Bruere, Settimo Torinese, San Benedetto del Tronto, Chieti-Pescara, Pescara ovest Chieti, Lisert sulla A4.
Evidente la soddisfazione di uno dei promotori del ricorso, il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti: "Anche il Consiglio di Stato conferma che le nostre argomentazioni erano giuste e sacrosante. Non solo, come poteva sembrare ovvio, dal punto di vista politico e sociale, ma anche da quello strettamente giuridico. Con la nostra forza e tenacia abbiamo vinto e dato un contributo determinante per seppellire questo odioso balzello che penalizzava in modo particolare chi vive, studia e lavora nel territorio romano".
Battagliero sulla vicenda anche il Codacons: "È evidente come ora le maggiori somme pagate ai caselli debbano essere restituite agli automobilisti, altrimenti si configurerebbero veri e propri reati a danno degli utenti". Dopo di che ricorda al governo che le sentenze vanno rispettate: "Qualora, come si vocifera in ambienti bene informati, il governo decidesse di fare il furbo e di aggirare le disposizioni dei Tribunali mediante un apposito decreto legge, non esiteremo non solo a far annullare il decreto dalla Corte Costituzionale, ma immediatamente denunceremo alla Procura della Repubblica i ministri che voteranno a favore del decreto legge in Consiglio dei Ministri, per truffa aggravata e inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità".

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di Antonio Rispoli
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