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La fotografia 2008-2011 scattata dai dati Istat

La crisi colpisce anche i manager: in 3 anni calo del 20,8%

Colpiti i dirigenti di aziende: 1 su 5 diventa co.co.pro

La crisi colpisce anche i manager: in 3 anni calo del 20,8%
06/05/2012, 19:05

ROMA - In Italia la crisi economica ha “cancellato” oltre 100 mila dirigenti: in tre anni, infatti, il numero di manager, gli occupati con profilo professionale di dirigente, è sceso del 20,8 per cento, passando da 500 mila unità nel 2008 a 396 mila unità nel 2011. Ancora una volta sono i dati Istat a fotografare una situazione italiana che è tutt’altro che rosea: i dati pubblicati, infatti, stanno a significare che, nel giro di tre anni, tanti “capi” di aziende si sono ritrovati a cinquant’anni senza più un lavoro, mentre i più fortunati, quelli cioè che sono riusciti a restare occupati, sono dovuti scendere a compromessi: per esempio in molti casi, hanno dovuto accettare una qualifica più bassa, diventando co.co.pro., consulenti di piccoli imprenditori. Ergo, anche la categoria di chi, nel pubblico o nel privato, ricopre posizioni più alte (quella del dirigente, o manager, o “capo”) è tra le più colpite dalla crisi.
Alla base della scomparsa di così tanti dirigenti, sostiene Ambrogioni, presidente di Federmanager, non c’è solo la crisi economica, ma anche alcuni processi che l’hanno accompagnata: hanno contribuito il “processo profondo di ristrutturazione”, con le piccole e medie imprese diventate sempre più piccole e le grandi più snelle negli organici dirigenziali; “il processo di delocalizzazione”, che sposta all’estero tante realtà produttive prima situate in Italia”; e tutti gli altri recenti fenomeni, “dalle privatizzazioni alle liberalizzazioni”. E’ lo stesso presidente di Federmanager a far notare come a malapena una minima parte di questi dirigenti che perdono la qualifica, e quindi “svalutati”, riescano poi a riottenere la stessa qualifica.

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di Antonio Formisano
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