Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Agli impiegati fatto firmare impegno a non togliersi la vita

La cupa storia della "Fabbrica dei suicidi"


La cupa storia della 'Fabbrica dei suicidi'
26/05/2010, 19:05

Non si tratta del titolo di un romanzo di seconda scelta o di un b-movie da guardare con un cartone pieno di pop-corn ma di una storia vera e della conseguente richiesta (un impegno scritto a non togliersi la vita) avanzata dai proprietari della fabbrica "incriminata".  Da cinque mesi, infatti, gli impiegati della cinese Foxconn, sembrano fare a gara per suicidarsi.
Quella che è stata già definita "La Fabbrica dei suicidi", è un azienda satellite di una potente multinanzionale di Taiwan specializzata nella produzione di ricambi tecnologici e, in particolare, di accessori e pezzi per I-pod. Negli ultimi 150 giorni sono stati 12 i tentivi di suicidio (11 dalla filiale di Shenzen ed uno da quella di Lanfang). A Shenzen, degli undici operai che si sono gettati da diversi metri d'altezza nel vuoto, ne sono morti 9 e gli altri due sono ricoverati in condizioni preoccupanti all'ospedale. L'impiegato "volato" a Lanfang si è spezzato l'osso del collo e, nella stessa fabbrica, è stata trovata senza vita anche una ragazza; ufficialmente deceduta in seguito ad un attacco cardiaco.
Per tale motivo, dal management, è stata preparata una lettera con carta intestata decisamente particolare: la Foxcon, difatti, ha chiesto a tutti i suoi dipendenti di firmare il documento dove in pratica si prende l'impegno solenne a non "autoterminarsi". Non solo: secondo la lettera ogni impiegato in difficoltà può (deve) chiedere aiuto allo staff medico ed affidarsi alle cure degli specialisti da poco assunti dai dirigenti proprio per aiutare i lavoratori che soffrono di depressione acuta e tendenze suicide.
Sulla vicenda hanno indagato 9 tra blogger volontari e giornalisti che, dopo essersi infiltrati nell'azienda di Shenzen (nella quale lavorano 42.000 persone) hanno valutato la qualità e la quantità del lavoro che dovevano svolgere i vari operai. Dall'analisi sotto copertura sono emersi particolari agghiaccianti per quanto riguarda il rispetto dei diritti fondamentali e della dignità dei lavoratori. A parte i pochi elementi positivi riscontrati (paga assicurata con puntualità, alloggi e pasti a spese dell'azienda), difatti, i giornalisti hanno tutti confermato che nella maggior parte dei casi i dipendenti sono costretti ad affrontare turni massacranti ed alienanti; dovendo stare in piedi per 8 ore di fila senza sosta e senza poter nemmeno parlare con i propri compagni di reparto. Da quanto hanno riferito i repertor, inoltre, dire è normale per i lavoratori della Foxconn non conoscere il nome dei propri colleghi e non poter parlare nemmeno al telefono durante il lavoro pena il licenziamento. Durante gli stage, inoltre, viene detto più volte ai futuri impiegati che non devono in alcun caso raccontare all'esterno del proprio lavoro svolto nell'industria. Gli uomini della Foxconn sembrano dunque costretti a diventare macchine da produzione iper-efficienti e, a quanto si legge, non tutti riescono a sopportare lo stress imposto dagli alienanti e sfibranti ritmi aziendali.
La dirigenza respinge con forza ogni accusa, precisando che sono forniti ottimi pasti e letti caldi ai dipendenti e che, nelle strutture, si stanno costruendo piscine comuni per il tempo libero con musica diffusa nei vari reparti. I numerosi suicidi gettano però l'ennesima ombra sul modello di sviluppo cinese che continua ad essere descritto e visto come decisamente anti-umano.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©