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L'accusa sposta orario del decesso e chiede 30 anni

La difesa di Stasi:"Certi Pm fanno paura"


La difesa di Stasi:'Certi Pm fanno paura'
13/12/2009, 10:12

VIGEVANO (PAVIA) - Ci sono diverse ombre; punti molto poco chiari sull'inchiesta collegata all'omicidio di Chiara Poggi. A detta della difesa di Alberto Stasi, l'unico accusato di aver commesso l'efferato gesto, "c'è da aver paura di certi pm" che si sarebbero resi responsabili di un'inversione nel procedimenti d'indagine: prima indivudare il colpevole e poi presentare gli indizi. In effetti, la nuova ricostruzione dell'accusa che colloca la morte della Poggi nella seconda parte della mattinata e la richiesta della massima pena per Stasi (30 anni), ha lasciato sgomenti gli avvocati difensori del ragazzo che, nella giornata di ieri, si sono prodotti in un'arringa i oltre 8 ore contro l'operato e le tesi dell'accusa. A parlare è stato Angelo Giarda, il legale del giovane:"Le uniche certezze sono che Chiara era viva alle 9.10, quando ha disinstallato l’allarme, e che Alberto era a casa sua fino alle 13.30, quando sono partite delle telefonate verso casa Poggi”;  ha difatti sostenuto l'avvocato al termine del discorso. Secondo il pm, infatti, a seguito della nuova perizia informatica firmata dagli ingegneri Roberto Porta e Daniele Occhetti, la morte della ragazza non è più riscontrabile tra le 11 e le 11:30 ma nella seconda parte della mattinata.
 Tale tesi, potrebbe spiegare l'impossibilità da parte di Stasi di entrare in casa Poggi senza sporcarsi le scarpe (con le gocce di sangue sul pavimento ancora fresche). Secondo la nuova perizia, dunque, il giovane di Garlasco lavora alla sua tesi fino dalle 9:36 alle 12:20 e Chiara disattiva l'allarme di casa a partire dalle 9:10. In 26 minuti, quindi, il laureando avrebbe ucciso la propria fidanzata.

ARMA E MOVENTE

Al momento, però, restano ancora solo ipotizzabili sia l'arma del delitto che il movente dell'omicidio. Altri elementi che consentono alla difesa di puntare il dito su avvocati che avrebbero basato le proprie gravissime accuse sui vari "è possibile" e "è probabile".

TIZZONI CHIEDE 10 MILIONI DI RISARCIMENTO
In difesa dei Pm si è schierato al termine dell'udienza il legale della parte civile per la famiglia Poggi Gianluigi Tizzoni che, nella replica a Giarda, ha detto:"A fare paura non è l’accusa, ma gli assassini in libertà“. Nella settimana appena trascorsa, l'avvocato aveva anche allegato una domanda di risarcimento di 10 milioni di euro da assicurare alla famiglia Poggi per l'assassinio di Chiara. Domani si potrebbero avere le risposte all'arringa della difesa da parte degli avvocati dell'accusa. Se così non sarà, il giudice Stefano Vitelli potrebbe ritirarsi anzitempo nella Camera di Consiglio; accorciando notevolmente i tempi necessari alla pronuncia della sentenza definitiva.

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di Germano Milite
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